Google dichiara bancarotta in Russia: YouTube, Chrome e GMail via da Mosca?

Google dichiara bancarotta in Russia: YouTube, Chrome e GMail via da Mosca?
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Dopo avervi parlato delle accuse contro Google dell'antitrust americano, ci spostiamo ora dall'altra parte del mondo, perché proprio Big G ha dichiarato bancarotta in Russia, dopo mesi di frizioni con le autorità nazionali, che hanno praticamente distrutto il business dell'azienda nel Paese.

Reuters spiega infatti che il tribunale di Mosca ha accettato l'avvio delle pratiche per la bancarotta di Google Russia, dando avvio ai processi preliminari legati a quest'ultima e mettendo la compagnia sotto la supervisione di alcuni ufficiali governativi. Il motivo dietro la bancarotta è semplice: a luglio, dopo numerose multe contro la filiale russa di Google, il Cremlino ha bloccato i conti correnti della compagnia, impedendole di accedere alle proprie risorse di denaro.

Già a maggio, Google Russia aveva annunciato la bancarotta, che però è arrivata ufficialmente solo quattro mesi dopo, in larga parte a causa dei tempi della burocrazia russa, dal momento che la richiesta era stata depositata alle autorità competenti già nel mese di giugno. Resta ora da capire cosa ne sarà dei servizi di Google nel Paese.

Google, infatti, è stata una delle poche aziende che hanno deciso di rimanere attive in Russia nonostante la guerra, spiegando di volerlo fare per offrire informazioni super partes sul conflitto ai cittadini russi e che un arretramento di prodotti come Google Chrome, YouTube e GMail avrebbe causato guai troppo gravi al popolo russo senza alcuna ripercussione sulle élite politiche.

A questo punto, diventa decisamente probabile uno scenario in cui Google segua Twitter, Facebook e Instagram, abbandonando completamente la Russia. Le autorità russe, comunque, sembrano aver fatto il possibile per raggiungere tale esito, accusando diverse volte Big G di praticare disinformazione tra la cittadinanza e arrivando a bloccare YouTube e Google News su tutto il territorio nazionale.

FONTE: GizChina
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