Google ha studiato l'effetto degli SSD sui datacenter ed i risultati sono sorprendenti

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Alcuni studenti e professori dell'University of Toronto insieme a Google hanno redatto un documento chiamato "Flash Reliability in Production: The Expected and the Unexepected", in cui spiegano quanto sono affidabili le memorie flash per i datacenter. Le conclusioni a cui sono arrivati hanno un che di sorprendente.

Google e l'University of Toronto hanno analizzato una enorme quantità di dati scritti e letti dai chip flash. Questi erano progettati con tecnologie differenti, tra cui figurano l'MLC, l'eMLC e la SLC. Dall'analisi delle informazioni ricavate si evince che le memorie SLC, focalizzate sul mercato enterprise e considerate di fascia high-end, non sono più affidabili delle più economiche MLC. Inoltre, l'età del disco piuttosto che il numero di letture/scritture è il fattore che pesa di più sul failure rate nel tempo. Scrivere una grossa fetta dei dati su SSD non sembrerebbe un problema dunque, piuttosto conta da quanto tempo si possiede il drive. Una percentuale compresa fra il 20 ed il 63 per cento va incontro almeno ad un errore sull'SSD nei primi quattro anni di vita. Durante questi, inoltre, tra il 30 e l'80 per cento si trova a dover fronteggiare da due a sette blocchi del disco, nel mentre di una generica operazione. La rottura totale dell'SSD può essere inoltre predetta osservando proprio questi blocchi, quindi in teoria più se ne hanno e più il drive ha probabilità di rompersi. Se desiderate approfondire e masticate un po' di inglese, potete leggere l'intero documento cliccando qui.

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