Google Maps vuole aprire il suo database all'industria dei videogiochi

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In futuro i mondi virtuali dei videogiochi saranno molto più simili a quello reale? Molto probabilmente sì, e grazie ad una nuova iniziativa di Google Maps. Mountain View vuole condividere l'enorme mole di dati accumulati nel corso degli anni con gli sviluppatori di videogiochi e i risultati potrebbero essere sorprendenti.

Titoli come Assassin's Creed ci hanno insegnato come una delle emozioni più forte sperimentabili in un videogioco, paradossalmente, sia proprio quella di vedere i luoghi della storia e del presente trasformati in pixel digitali. Così più degli scorci steampunk di un Dishonored o dei complessi architettonici Art Deco avvolti dalle tinte abissali di Rapture, susciterebbero meraviglia le piramidi egizie di Origins o la bellissima Venezia riprodotta nel secondo capitolo di Assassin's Creed. Per non parlare di tutti quei titoli che prendono dal mondo vero per creare qualcosa di nuovo, unico ma comunque estremamente evocativo: si pensi a GTA che tra Vice City e Los Santos è sempre stato il campione numero uno in questo.

Un domani questo genere di trasposizioni digitali del mondo reale potrebbero essere molto più semplici da realizzare.

Google, infatti, farà due cose: in primo luogo renderà disponibili agli sviluppatori di videogiochi i suoi dati raccolti in tempo reale, e, in secondo luogo, fornirà tutta una serie di toolkit pensati per trasformare questi dati in elementi di gioco.

In questo modo gli edifici e i paesaggi presenti nel database di Google possono essere trasformati in oggetti 3D modificabili a piacere. Ma non solo, questa iniziativa potrebbe anche contribuire al prolificare di videogiochi in stile Pokèmon Go: insomma, di tutte quelle esperienze in AR che hanno bisogno di informazioni precise e dettagliate del mondo reale che circonda il giocatore.

E se per la prima ipotesi - quella di vedere edifici e monumenti trasposti fedelmente all'interno dei videogiochi- ci potrebbe volere ancora un bel po' di tempo, la seconda è verosimilmente molto più semplice da raggiungere. Come sottolinea Engadget si tratta di un aiuto formidabile che permetterebbe agli sviluppatori di concentrarsi sul gameplay, riducendo gli sforzi sul fronte geo-localizzazione.


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