Google rifiuta la richiesta della Francia riguardo il "diritto all'oblio"

di

Google ha risposto picche alla richiesta della Francia a proposito del diritto all’oblio, tematica di cui tanto si è discusso negli ultimi anni. Il garante della privacy francese CNIL aveva richiesto, il mese scorso, al colosso di Mountain View, che la rimozione dei risultati delle ricerche avvenisse a livello globale.

La risposta, che sarebbe dovuta arrivare entro quindici giorni, si è fatta attendere per un altro mese, ma alla fine Google ha espresso la propria opinione sulla questione. In un post sul blog, Peter Fleischer, Privacy Counsel della compagnia, ha dichiarato che la richiesta della CNIL è "sproporzionata e non necessaria", sostenendo che se Google avesse accettato, la Francia avrebbe, in sostanza, stabilito lo standard globale per la regolazione della Rete, senza averne l’autorità. Cerchiamo di chiarire tutta la questione. La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che Google deve accettare le richieste da parte degli utenti riguardo la rimozione di link inappropriati, contenuti all’interno dei risultati di ricerca. Tutto ciò avviene però solo negli Stati dell’Unione Europea, e non vale al di fuori di questa. Il garante della privacy francese lamentava però la seguente problematica: i collegamenti sono rimossi solo nelle versioni europee del motore di ricerca, Google.fr ad esempio, ma rimangono fruibili dalla versione globale Google.com, o da varianti extraeuropee. La CNIL esigeva che Google, invece, rimuovesse i risultati a livello globale, per impedire la fruizione a chiunque. La compagnia di Mountain View, come detto in precedenza, non ha accettato, proprio perché non ritiene che la decisione in merito possa essere presa dal governo di un singolo Paese. Ora la palla ripassa in mano alla Francia, che certo non farà tardare una replica.

FONTE: Engadget
Quanto è interessante?
0