Google risponde all’antitrust europeo sulla questione Android

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Lo scorso mese di Aprile, la Commissione Europea ha aperto un fascicolo avente ad oggetto Google e lo sviluppo di Android. Qualche mese dopo, l’organismo del Vecchio Continente ha ampliato il proprio raggio ad AdSense, accusando il motore di ricerca di aver abusato della propria posizione di controllo.

La questione è diventata ancora più spinosa quando sotto la lente ci sono finiti i risultati di ricerca e la piattaforma Shopping. Secondo la CE, infatti, Google avrebbe favorito i propri prodotti rispetto ad altri.
Nella giornata di oggi, però, il motore di ricerca ha fermamente respinto le accuse, affermando che le accuse avanzate dalla Commissione non solo non sono verificate con delle prove, ma costituiscono anche delle falsità.
In un messaggio inviato, il SVP di Google, Kent Walker, ha affermato che le persone non raggiungono solo siti commerciali attraverso la ricerca dei prodotti, e che tale modello è antiquato e non rappresenta lo scenario dello shopping online attuale. I consumatori, inoltre, trovano i negozi anche attraverso altre piattaforme, siti di social media, ricerche specialistiche ed annunci online, per non parlare dei negozi online che raggiungono direttamente i consumatori. Sul cellulare, il modo più comune ed utilizzato per effettuare acquisti è rappresentato dalle applicazioni dedicate.
Google ha anche presentato una risposta sulla questione AdSense, ed ha tempo fino all’11 Novembre per fare lo stesso su Android. Se ritenuto colpevole, il motore di ricerca rischia fino a 3,5 miliardi di Dollari di multa.

FONTE: Engadget
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