Gronchi rosa, il raro francobollo errato compie 60 anni: ecco la storia

Gronchi rosa, il raro francobollo errato compie 60 anni: ecco la storia
di

Il Gronchi rosa, francobollo che i collezionisti conoscono molto bene, si appresta a spegnere 60 candeline. Infatti, quest'ultimo fu stampato nella Pasquetta del 1961, ma un errore umano costò il suo immediato ritiro.

Per chi non conoscesse la storia, dovete sapere che il grafico che curò il progetto sbagliò i confini del Perù, creando dei dissapori con l'ambasciatore peruviano in Italia, Alfonso Arias, che segnalò che in quanto raffigurato veniva esclusa la parte amazzonica. Quest'ultima era in fase di "contestazione" con l'Ecuador, che ha sempre sostenuto che sia parte del suo territorio. In parole povere, il grafico si era "dimenticato", si dice per via dell'uso di un vecchio atlante geografico risalente al 1939, la guerra del 1941-1942.

In ogni caso, al netto della questione dell'errore, il francobollo rientra in una "serie" dedicata ai viaggi in Sudamerica effettuati dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Per intenderci, esistono anche dei francobolli relativi all'Uruguay (lo potete vedere in calce alla notizia) e all'Argentina. Quello legato al Perù aveva un valore nominale di 205 lire.

Pensate che ne furono venduti circa 80.000 esemplari prima che arrivasse l'ordine di sospendere la distribuzione. In parole povere, il francobollo venne ritirato essenzialmente in un giorno. Si dice inoltre che le Poste cercarono di "far sparire" anche gli esemplari già venduti, ma a quanto pare alcuni di essi sono "sopravvissuti" a tale tentativo e infatti sono diventati "preda" particolarmente ambita da parte dei collezionisti. Oggi, stando anche a quanto riportato da Repubblica, tale francobollo potrebbe valere decine di migliaia di euro.

A proposito di collezionisti, se siete interessati all'argomento, consigliamo di dare un'occhiata all'asta di questi giorni relativa ad Atari.

Quanto è interessante?
2
Gronchi rosa, il raro francobollo errato compie 60 anni: ecco la storia