I gruppi Whatsapp per segnalare i posti di blocco non sono illegali

I gruppi Whatsapp per segnalare i posti di blocco non sono illegali
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Qualche mese fa abbiamo riportato la notizia di un gruppo Whatsapp creato per segnalare autovelox e posti di blocco, che aveva portato a 62 indagati in Sicilia. Oggi arriva una nuova notizia sul fenomeno che sta prendendo sempre più piede: un GIP ha archiviato un'inchiesta che vedeva indagati 49 ragazzi.

Secondo quanto emerso, il gruppo di persone aveva creato una chat di gruppo per segnalare appositamente la presenza di posti di blocco.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha stabilito che il fenomeno non costituisce reato in quanto non ci sarebbe alcuna interruzione di servizio pubblico, sebbene in alcuni casi le segnalazioni fossero accompagnate da epiteti ed insulti.

Nella sentenza si legge che la creazione del gruppo non avrebbe "comportato alcuna alterazione del servizio che è sempre stato svolto regolarmente, considerato il numero di utenti della strada e il numero comunque limitato dei partecipanti alla chat".

Al gruppo a quanto pare partecipavano oltre cento persone, che puntualmente venivano avvisate della presenza di posti di blocco. Tali informazioni erano particolarmente utili per coloro che avevano alzato il gomito dopo una serata, e permetteva di evitare multe e sospensioni della patente in caso di alcol test negativo.

La sentenza è sicuramente destinata a far discutere, ma rappresenta una prima importante.

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