Guai legali per Meta: pagherà un risarcimento milionario e affronterà due class action

Guai legali per Meta: pagherà un risarcimento milionario e affronterà due class action
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Gli ultimi mesi sono stati un periodo molto complesso per Meta e Facebook, tra il calo degli utili e i licenziamenti degli impiegati. Oggi, però, scopriamo che a questi problemi potrebbero sommarsi nuovi guai legali per il colosso di Menlo Park, che sembrano arrivare persino da più parti diverse.

In Texas, nelle scorse ore, Meta è stata costretta a pagare 175 milioni di Dollari a Voxer, compagnia creatrice di un'app di Walkie-Talkie, come forma di royalties dovute ma mai concesse all'azienda. Infatti, negli scorsi mesi Voxer ha citato Meta in causa accusandola di aver infranto dei suoi brevetti per incorporare alcune sue tecnologie su Instagram Live e Facebook Live.

Nel 2006, il fondatore di Voxer Tom Katis ha infatti sviluppato un'app per chiamate video e vocali pensata inizialmente per i soldati americani in Afghanistan e poi convertita nell'app Walkie-Talkie per smartphone a partire dal 2011. Poco dopo il rilascio dell'applicazione, Meta (allora Facebook) avrebbe contattato Voxer per una collaborazione, senza però raggiungere un accordo.

Intanto, però, Voxer aveva già rivelato le sue tecnologie alla compagnia fondata da Mark Zuckerberg, che le avrebbe usate per servizi come Facebook Live e Instagram Live. Secondo Voxer, "sia Instagram Live che Facebook Live incorporano delle tecnologie Voxer nel proprio funzionamento ed infrangono dei nostri brevetti".

Accanto al maxi-risarcimento stabilito dal tribunale del Texas, Bloomberg riporta che un altro processo contro Meta dovrebbe partire nelle prossime settimane, sempre negli Stati Uniti d'America. Nello specifico, contro la compagnia di Menlo Park vi sarebbero ben due class action in fase di revisione da parte delle autorità giudiziarie. Entrambe accuserebbero l'azienda di aver evaso le privacy policy di Apple in merito alla feature di App Tracking Transparency (ATT).

Per chi non lo sapesse, la feature di ATT di Apple blocca il tracciamento dei dati degli utenti che usano un iPhone o un iPad con iOS 14.5 o superiore, riducendo la possibilità di pubblicità mirate e, di conseguenza, anche i guadagni degli inserzionisti. Facebook ha più volte criticato la feature ATT di Apple, ma senza risultato: per questo, secondo le due class action, l'azienda avrebbe semplicemente iniziato a cercare dei modi per aggirare la funzione, inserendo codice per il tracking dell'utente direttamente nel browser in-app e monitorando le sue attività anche senza il suo consenso.

FONTE: Engadget
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