Guai in vista per Meta: maxi multa da quasi 300 milioni di dollari

Guai in vista per Meta: maxi multa da quasi 300 milioni di dollari
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Pare ci siano altri guai in vista per Meta. Dopo lo scandalo legato alla violazione e compravendita di molti profili Instagram e Facebook da parte di un gruppo di dipendenti interni, l'azienda è stata colpita da una maxi multa di quasi 300 milioni di dollari per avere infranto le normative per la privacy previste in Europa.

Un bel guaio, dunque, con l'azienda che potrebbe essere costretta per l'ennesima volta a mettere mano al salvadanaio per controversie legate alla questione privacy. Questa, infatti, è la terza multa in due anni per il gruppo, che continua ad essere sanzionato in quanto continuerebbe a non rispetterebbe la regolamentazione presente in Europa, diversa da quella americana.

In questo caso, a detta delle autorità, la violazione della privacy di Meta avrebbe colpito oltre 500 milioni di utenti attivi su Facebook. Non è ancora chiaro, invece, se all'interno della questione rientri anche Instagram, altro social network di proprietà del gruppo. Per il momento, quello che sappiamo è che la somma di denaro che Meta dovrebbe sborsare è pari a circa 265 milioni di euro, circa 277 milioni di dollari americani.

Una problema che il gruppo dovrà risolvere al più presto, che arriva poco dopo la decisione di Meta di rafforzare la privacy degli utenti minorenni su Instagram e Facebook, proteggendoli così da eventuali rischi.

"Proteggere la privacy e la sicurezza dei dati delle persone è fondamentale per il nostro lavoro. Per questo motivo abbiamo collaborato attivamente con l’Autorità Garante irlandese (DPC - Data protection commission) su questa importante tematica. Nel periodo a cui si fa riferimento, abbiamo apportato modifiche ai nostri sistemi, tra cui l'eliminazione della possibilità di effettuare lo scraping delle nostre funzionalità utilizzando numeri di telefono. Lo scraping non autorizzato di dati è inaccettabile e contrario alle nostre regole; continueremo a collaborare con i nostri partner per affrontare questa sfida di settore. Stiamo esaminando attentamente questa decisione" ha affermato un portavoce di Meta.

FONTE: Gizmondo
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