Una guerra nucleare porterebbe carestia e morte, ma c'è un luogo sicuro dove stare

Una guerra nucleare porterebbe carestia e morte, ma c'è un luogo sicuro dove stare
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Seppur triste e spaventoso, in un nuovo studio gli scienziati hanno calcolato le conseguenze sulle scorte alimentari all'indomani di una guerra nucleare su larga scala. Utilizzando i dati più recenti sui raccolti e sulle risorse ittiche, sono stati simulati sei possibili scenari.

Non tenendo conto delle vittime immediate degli attacchi, presumibilmente centinaia di milioni, il tasso di mortalità dovuto a una crisi alimentare potrebbe spazzare via la maggior parte della popolazione mondiale. Un conflitto nucleare che coinvolge circa 100 esplosioni di bombe atomiche, getterebbe nell'atmosfera 5 milioni di tonnellate di particolato e creerebbe delle variazioni della temperatura superficiale, alla luce diretta e diffusa e alle precipitazioni.

Negli anni successivi il consumo delle calorie del cibo diminuirà drasticamente, fino all'8% in meno, con un massimo di 255 milioni di persone che soccomberanno alla carestia. Tuttavia, alcune modifiche nel modo in cui ci nutriamo potrebbero persino portare alcune comunità ad accumulare più calorie nei loro piatti, anche post conflitto nucleare, aumentando il loro consumo fino al 5%.

In uno scenario in cui 250 esplosioni nucleari lanciano 27 milioni di tonnellate di materiale nell'aria, le alte latitudini nell'emisfero settentrionale delle Terra vedrebbero un calo di oltre il 50% delle calorie raccolte e un calo di circa il 20-30% delle riserve di pesca. Le nazioni più vicine all'equatore, invece, vedrebbero una riduzione media inferiore al 10%.

In questi scenari il commercio internazionale di risorse alimentari è stato interrotto e i paesi che dipendono da quest'ultimi dovrebbero trovare un modo per adattarsi. Tenendo conto di ciò, la popolazione australiana potrebbe comunque ottenere almeno la metà delle proprie calorie dal grano primaverile, che sperimenterebbe un calo minimo della resa, o forse anche un leggero guadagno.

Nel paese, infatti, nonostante ci sarà la fame, il livello di vittime citato dinanzi potrà essere evitato con una buona gestione delle risorse alimentari (a proposito, ecco gli effetti di una guerra nucleare nel 2022). Allo stesso modo, l'approvvigionamento alimentare della Nuova Zelanda potrebbe subire un impatto minore rispetto alle nazioni che fanno affidamento su colture come il riso.

Ovviamente le conseguenze sociali creerebbero molto probabilmente il caos sul territorio, ma così come affermano gli autori dello studio "se questo scenario dovesse effettivamente realizzarsi, l'Australia e la Nuova Zelanda vedrebbero probabilmente un afflusso di rifugiati dall'Asia e da altri paesi che soffrono di insicurezza alimentare."

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