Hacker vende dati di 1 miliardo di cittadini cinesi: rubati 22 TB alla polizia di Shanghai

Hacker vende dati di 1 miliardo di cittadini cinesi: rubati 22 TB alla polizia di Shanghai
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Mentre in Giappone un cittadino ubriaco ha perso una chiavetta USB con i dati di un’intera città, nel dark web un hacker anonimo ha messo in vendita i presunti dati sensibili di circa 1 miliardo di cittadini cinesi: potrebbe essere la violazione più importante subita dalla Cina e una tra le più grandi della storia.

L’annuncio di vendita è apparso su un forum dedicato agli hacker dall’utente “ChinaDan”, di cui potete trovare il post originale in calce alla notizia, pubblicato il 30 giugno 2022. Dall’introduzione da lui fornitaci si legge che il database sarebbe stato rubato alla Shanghai National Police (SHGA) e includerebbe nomi, indirizzi, ID nazionale, numeri di telefono e precedenti penali di residenti cinesi. Per prova, ha condiviso poi un campione di 750.000 record con gli acquirenti interessati, i quali infine dovrebbero pagare 10 Bitcoin.

Il presunto autore del leak ha affermato di avere ottenuto questi dati da un cloud privato locale fornito da Alyun, servizio Alibaba Cloud, facente parte della rete della polizia cinese. Peraltro, addirittura il CEO di Binance Zhao Changpeng avrebbe confermato questo leak la scorsa domenica: “La nostra intelligence ha rilevato 1 miliardo di record in vendita nel dark web, inclusi nome, indirizzo, ID, cellulare, precedenti penali e cartelle cliniche. Probabilmente è stato causato da un bug in un'implementazione di Elastic Search da parte di un'agenzia governativa”.

Ovviamente l’autenticità deve ancora essere confermata a tutti gli effetti ma, al momento, questa risulta essere potenzialmente la violazione di dati sensibili più significativa mai subita dalla Cina e una delle più grandi di sempre su scala globale.

In Italia, invece, Vice Society ha rivendicato l’attacco all’Ospedale Sacco di Milano.

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