Dall'Hamburger di Gomez alla stella Arturo, ecco nomi fuori di testa per i corpi celesti

Dall'Hamburger di Gomez alla stella Arturo, ecco nomi fuori di testa per i corpi celesti
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Con tutto quello che esiste nell'Universo, dare un nome a ognuno dei corpi celesti che si scopre è davvero difficile. Per questo, molte volte, la nomenclatura di stelle, pianeti e asteroidi è un "semplice" insieme di numeri e lettere. Tuttavia, qualcosa all'essere umano non mancherà mai: il potere dell'immaginazione, che è infinito.

Arturo - Si tratta della stella più luminosa della costellazione del Boote, la quarta stella più brillante del cielo notturno osservabile. Il nome del corpo celeste è certamente curioso, ma deriva dal greco antico il cui significato è "il guardiano dell'Orsa". Sicuramente un nome davvero curioso, ma che in mezzo a tutti quelli citati passerà - quasi - in secondo piano.

Oggetto di Hoag
- All'interno della costellazione del Serpente è possibile osservare una "cosa" davvero strana: una rara galassia a forma di anello che misura circa 100.000 anni luce (leggermente più grande della Via Lattea) e si trova a 600 milioni di anni luce dalla Terra. Così fu chiamata in onore del suo scopritore, Arthur Hoag.

Hamburger di Gomez - Si tratta di un oggetto, simile a una nebulosa, visibile nella costellazione del Sagittario. Alcuni pensano si tratti di una una nebulosa protoplanetaria, ossia uno stadio immediatamente precedente a quello di nebulosa planetaria, mentre altri credono che si tratti di un disco protoplanetario che circonda una stella giovane, con una distanza di circa 900 anni luce. In questo modello, le regioni luminose, ovvero i panini dell'hamburger, vengono formati la luce delle stelle che si riflette sulla polvere.

Sualocin e Rotanev - Piccola premessa, questi due nomi, appartenenti alla coppia di stelle binarie più luminose della costellazione del delfino, non sono latini, arabi o russi... sono semplicemente inventati. All'inizio del XIX secolo, Giuseppe Piazzi, capo dell'Osservatorio astronomico di Palermo, decise di chiamarle con il nome latino, invertito, del suo collaboratore: Niccolò Cacciatore, che divenne Nicolaus (Sualocin) Venator (Rotanev). Nomi approvati perfino dall'Unione Astronomica Internazionale.

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