HTC One Max: recensioni negative per il sensore di impronte digitali

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Apple è stata la prima azienda tecnologica ad implementare al meglio un sensore per le impronte digitali su uno smartphone, il cosiddetto ID Touch. A seguirla a ruota è stata HTC, che ha arricchito l'esperienza utente del "gigante" HTC ONE Max con un sensore posto sul retro, proprio sotto la fotocamera. L'HTC ONE Max è un phablet Android appena svelato dai taiwanesi. Esso si è dimostrato un ottimo dispositivo, essendo una versione potenziata del già "quasi perfetto" HTC ONE, ma l'implementazione dello scanner di impronte sembra non convincere pienamente gli esperti del settore, come testimoniano le recensioni solo sufficienti.

Ad essere bocciata è l'implementazione e, soprattutto, l'esperienza utente. La scansione dell'impronta avviene facendo scorrere il dito verticalmente sul sensore e secondo The Verge e altri portali USA tale operazione sarebbe scomoda da effettuare, con il risultato che spesso non avviene alcun riconoscimento. Essendo inoltre lo scanner posizionato vicinissimo alla fotocamera, l'utente tende a passare sopra al sensore fotografico, ungendolo e sporcandolo continuamente. L'utilizzo dello scanner inoltre, per quel che riguarda lo sblocco del dispositivo, è legato ad una procedura scomoda e fatta di due passaggi, a differenza del Touch ID di Apple che permette di attivare e riconoscere l'utente tramite un'unica operazione. L'unica funzionalità che sembrava essere innovativa, quella relativa alla diversificazioni delle operazioni da fare sul telefono in base al dito riconosciuto (max tre dita: uno per lo sblocco, uno per l'apertura del browser e uno per lanciare l'app fotocamera), è stata implementata malissimo. Il tap sul sensore per queste funzioni rapide infatti, funziona solo se il phablet è in modalità "blocco". Il primo smartphone Android dotato di sensore per il riconoscimento delle impronte digitali appare quindi una delusione dal punto di vista della nuova funzionalità. HTC ha forse fatto il passo più lungo della gamba, avendo implementato lo scanner sul suo phablet in maniera rapida e approssimativa. 

FONTE: The Verge
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