Huawei ha un alleato a sorpresa che vuole la rimozione del ban dal 5G in Svezia

Huawei ha un alleato a sorpresa che vuole la rimozione del ban dal 5G in Svezia
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Huawei a fine ottobre è stata rimossa in Svezia dalla corsa per aggiudicarsi le frequenze 5G, un ban con ogni probabilità dovuto alle pressioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito e seguito rigorosamente, chiedendo anche la rimozione delle antenne già installate. A sorpresa, però, c’è un gigante della tecnologia che supporta Huawei.

Dopo il divieto varato dalla Swedish Post and Telecom Authority (PTS), in cui nello specifico è stato richiesto di non includere prodotti marchiati Huawei e ZTE nell’infrastruttura della rete mobile di quinta generazione, rimuovendo quella già installata entro il 2025, è stato il colosso svedese delle telecomunicazioni Ericsson a voler sostenere la compagnia di Shenzhen. Ma perché?

Il CEO Borke Ekholm avrebbe affermato che questa decisione sta limitando la libera concorrenza e il commercio, mettendo a repentaglio lo sviluppo e il lancio di questa nuova tecnologia nel paese. Inoltre, egli ha aggiunto che la sua azienda “è costruita sull’opportunità di commerciare liberamente” e per questo è importantissimo avere mercati aperti nel mondo. In conclusione, Ekholm ha affermato che la Svezia avrebbe cercato vie alternative rispetto alle linee guida dell’Unione Europea sulle reti 5G sicure, le quali consentivano agli operatori e alle autorità di regolamentazione di esaminare in maniera approfondita le apparecchiature di ogni singolo produttore senza bloccare alcuna società specifica.

Ci sarebbe però anche un altro motivo che metterebbe sotto pressione non solo la Svezia ma anche la stessa Ericsson e l’Unione Europea: Huawei attualmente starebbe cercando di muoversi per vie legali per riottenere il posto che gli spetterebbe nel mercato della rete 5G, tecnologia che, se applicata tanto tardi quanto il 4G in passato, potrebbe causare non pochi problemi alla stessa economia dei paesi del Vecchio Continente.

Insomma, nonostante la rivalità tra le due aziende c’è comunque uno spirito altruista nel CEO Ekholm, interessato più al successo dell’Unione Europea e alla ripresa economica che alla presunta questione riguardante lo spionaggio da parte di Huawei e i suoi legami con il Partito Comunista Cinese. Intanto, anche in Italia ci sono stati segnali di avversione nei confronti del colosso di Shenzhen, il quale ha visto bloccarsi la firma di un accordo con il gruppo Fastweb proprio per le apparecchiature 5G. Una mossa, anche in questo caso, presa proprio dopo le ultime pressioni da parte dell’amministrazione Trump.

FONTE: GSMArena
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