Anche Huawei Italia e il laboratorio di Milano finiscono nella black list americana

Anche Huawei Italia e il laboratorio di Milano finiscono nella black list americana
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Quarantasei nuove organizzazioni di proprietà di Huawei finiscono nella "entity list" del Department of Commerce americano. Questa volta nella black list ci sono finiti anche Huawei Italia e il Centro ricerche di Milano.

In totale sono undici i laboratori e centri di studio di Huawei colpiti dalla nuova tornata di restrizioni. Ma forse il centro di Milano è quello più importante. Sarebbe infatti la prima struttura di ricerche globale del marchio. A capo della struttura è Renato Lombardi.

Il laboratorio si trova a Milano, ed è stato aperto nel 2008 per poi diventare centro di ricerca globale tre anni dopo, nel 2011. Si occupa di ricerca e sviluppo sulle onde ad alta frequenza, grazie alla collaborazione di diversi centri d'eccellenza, tra cui 14 atenei italiani.

Stando all'Ansa, ora nella entity list figura circa il 20% dei centri di ricerca di Huawei. Quello di Milano dà lavoro ad un centinaio di tecnici e ricercatori estremamente specializzati. Tra gli 11 laboratori messi a bando, anche quello inglese, il Centre of Integrated Photonics.

Nessuno di questi potrà più acquistare componenti e tecnologie dagli Stati Uniti.

Lo scorso 17 maggio la Casa Bianca ha inserito Huawei e 70 controllate nella entity list del Dipartimento del Commercio USA. Pochi giorni fa, la Casa Bianca ha esteso una proroga a beneficio di Huawei per altri 90 giorni. Fino a novembre Huawei potrà continuare a rifornirsi dai suoi partner americani.

FONTE: Ansa
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