Huawei, nuovo rapporto del Regno Unito accusa l'azienda di cospirare col governo cinese

Huawei, nuovo rapporto del Regno Unito accusa l'azienda di cospirare col governo cinese
di

Dopo i segnali positivi delle licenze di AMD e Intel per fornire componenti a Huawei, ora il colosso di Shenzhen non se la sta passando affatto bene: il Comitato per la Difesa del Regno Unito ha infatti richiesto con un lungo rapporto di anticipare il ban dell’azienda poiché ci sarebbero nuove “prove evidenti” delle sue attività di spionaggio.

Non solo, ma stando a quanto comunicato dai funzionari le prove permetterebbero anche di confermare la collusione tra la società e l’apparato del Partito Comunista Cinese. Per questo avrebbero domandato al governo britannico di anticipare il ban dal 2027 al 2025 e accelerare la rimozione di tutte le infrastrutture mobili 5G già installate sul suolo del Regno Unito. Inoltre, il rapporto raccomanda ad altre nazioni di lavorare insieme per ricostruire la capacità di produzione di tecnologia dell’informazione persa quando buona parte di questa industria è stata esternalizzata in Cina.

Nello specifico, il rapporto torna ad attaccare Huawei in quanto il fondatore e CEO Ren Zhengfei fa parte del Partito Comunista e ha lavorato per l’Esercito Popolare di Liberazione; dati questi legami, a Zhengfei il partito potrebbe chiedere di condurre attività di spionaggio in conformità con la legge nazionale sull’intelligence del 2017. Nonostante ciò, le accuse sarebbero basate su puri “presupposti permanenti”: nello stesso rapporto il National Cyber Security Center del Regno Unito ha infatti scritto che “non ha alcuna prova specifica” di atti ostili come l’installazione di backdoor nei suoi prodotti.

I documenti, che contano numerose fonti come rapporti di China Tech Threat e altri studi, infine intendono accusare anche la politica nei confronti del settore IT e della produzione: nel rapporto infatti risulta scritto che uno dei motivi per cui Huawei è stata in grado di raggiungere una parte così ampia del mercato è stato il suo prezzo basso, ma per l’attuale situazione geopolitica ora i singoli paesi dovrebbero adattarsi e creare la possibilità a più fornitori diversi (Nokia, Ericsson e altri) di installare equipaggiamento 5G nelle reti nazionali.

Huawei, che ora sta cercando di smentire anche i rumor riguardanti la vendita di Honor, avrebbe già risposto alle accuse comunicando alla CNBC che esse “mancano di credibilità e sono basate più sull’opinione che sui fatti”.

FONTE: Engadget
Quanto è interessante?
1