Huawei punta a nuove strategie per i suoi smartphone: focus sul software

Huawei punta a nuove strategie per i suoi smartphone: focus sul software
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Nel corso degli ultimi giorni il presidente di Huawei Xu Zhijun ha spiegato che gli smartphone Huawei stanno affrontando sfide non da poco, sempre a causa delle restrizioni attuate dall’amministrazione Trump nel 2020. La volontà di non cedere da parte del brand è evidente, specialmente nel lavoro fatto lato software.

Tra l’impossibilità di acquistare chip dai produttori statunitensi e quella di utilizzare le applicazioni Google, la società cinese si è vista costretta ad allontanarsi dall’olimpo dei marchi nel mercato smartphone: se una volta rientrava nella Top 3 globale, con il passare dei mesi si è distaccata sempre di più perdendo una quota importante del mercato stesso. L’obiettivo, ora, è quindi quello di “sopravvivere” e non di essere particolarmente competitiva.

Passi fondamentali per il futuro riguardavano specialmente la produzione di chip Kirin e lo sviluppo di un sistema operativo proprietario. In merito ai semiconduttori HiSilicon, il divieto statunitense su Huawei impedisce all’azienda di produrre chip a causa della mancanza di componenti fondamentali; lato software, però, la società sta lavorando duramente e raggiungendo traguardi importanti.

Come segnalato da MyDrivers, infatti, la strategia di Huawei per il futuro è quella di migliorare le prestazioni e l'esperienza d’uso dei suoi smartphone disponibili sul mercato tramite HarmonyOS 2, che da agosto 2021 è disponibile su 100 smartphone Huawei e Honor. Al momento il sistema operativo sviluppato internamente sta raccogliendo consensi importanti da parte dell’utenza stessa, la quale segnala miglioramenti nelle feature, nella fluidità e nelle prestazioni del dispositivo; in altre parole, fino a oggi la nuova strategia sembra riscuotere successo.

Sarà però il futuro a definire del tutto il destino di Huawei: riuscirà HarmonyOS 2 a diffondersi a tal punto da diventare un sistema operativo di riferimento anche per altri marchi asiatici? Si rivelerà esso un ecosistema ben funzionante e affidabile, proponendosi dunque come alternativa ad Android? Lo capiremo solo a tempo debito.

FONTE: MyDrivers
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