I pagamenti tramite Bitcoin non saranno soggetti all’IVA, così ha deciso la corte europea

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Se, per qualsiasi ragione, state acquistando Bitcoin allora potete tirare un sospiro di sollievo, perché non sarete forzati a pagare un extra del 20 per cento per gli acquisti che farete in futuro.

La corte europea ha stabilito che lo scambio di monete digitale non deve essere soggetto alla VAT (Value Added Tax, il corrispondente straniero dell’IVA italiana).
Le autorità di tassazione svedesi sono state le prime a portare la questione all’attenzione della European Court of Justice, sostenendo che il Bitcoin è più di una comodità e che quindi doveva essere applicata l’IVA anche per esso. I giudici non l’hanno però vista in tale ottica, affermando che non è nulla di differente dalle monete fisiche e che i pagamenti possono essere associati ad una regolare transazione bancaria.

Probabilmente è un bene che sia andata così, perché l’extra del 20% avrebbe fortemente avvantaggiato i traders che operano al di fuori dell’Europa, e avrebbe reso difficile l’accettazione del Bitcoin nell’Unione Europea stessa.

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