Ecco l'IA in grado di riconoscere le emozioni di alcuni topolini dalle loro espressioni

Ecco l'IA in grado di riconoscere le emozioni di alcuni topolini dalle loro espressioni
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E’ stata programmata un’intelligenza artificiale capace di predire, dalle espressione facciali dei topi, ciò che in quel preciso momento stanno provando.

Sarebbe bello, e soprattutto utile, avere una speciale macchina che possa tradurci ciò che provano i nostri amici animali. Sapere in tempo reale se stanno bene, se sono felici, se hanno qualche problema o semplicemente se vogliono solo essere lasciati in pace. Benché un oggetto del genere sia utopia, un nuovo studio della Max Planck Institute of Neurobiology, pubblicato sulla rivista Science, ci racconta di una intelligenza artificiale capace di leggere le espressioni facciali di alcuni topolini. Per creare questa intelligenza artificiale gli scienziati sono partiti filmando i topi mentre eseguivano delle azioni che, senza ombra di dubbio, avrebbero scatenato in loro delle emozioni chiare. Per esempio, un topolino che beve acqua con tanto zucchero sicuramente sarà contento, felice di assaggiare il sapore estremamente dolce dello zucchero. Allo stesso modo, quello stesso topolino non sarà affatto contento di bere acqua eccessivamente salata che lo disgusterà. In questa maniera è stato possibile ottenere delle registrazioni di questi topolini mentre venivano sottoposti a varie situazioni.

Queste registrazioni sono state poi utilizzate per creare, per l’appunto, un’intelligenza artificiale. A questa IA sono così state presentate delle immagini, dei frame, dei topi prima e dopo determinati stimoli e, in questo modo, essa è stata programmata, in qualche modo istruita, per prevedere le reazioni future dell’animale e con ottimi risultati, per giunta. Secondo lo studio, l’IA ha un grado di precisione del 90%! I sentimenti che questa macchina riesce a prevedere sono molteplici e possono variare dal piacere alla paura, dalla nausea e disgusto, fino anche al dolore. Gli autori dello studio aggiungono anche che sono stati in grado di identificare i singoli neuroni che si attivano durante una particolare espressione facciale. L’attivazione “manuale” di questi neuroni ha provocato, infatti, proprio quelle determinate espressioni.

FONTE: IFLscience
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