IBM, stop al riconoscimento facciale: "no alla profilazione razziale e la sorveglianza"

IBM, stop al riconoscimento facciale: 'no alla profilazione razziale e la sorveglianza'
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In una lettera inviata al Congresso Americano, il CEO di IBM Arvind Krishna ha annunciato che la sua società non offrirà più software di riconoscimento facciale per scopi generici. Si tratta di una presa di posizione netta, per certi versi storica, che arriva in un periodo tormentato per gli USA.

"IBM si oppone fermamente e non perdonerà l'uso di alcuna tecnologia di riconoscimento facciale per la sorveglianza di massa, la profilazione razziale, la violazione dei diritti umani e delle libertà di base o per qualsiasi scopo non in linea con i nostri valori e principi di fiducia e trasparenza. Riteniamo che sia giunto il momento di avviare un dialogo nazionale su se e come la tecnologia di riconoscimento facciale dovrebbe essere impiegata dalle forze dell'ordine" si legge nella lettera inviata ai senatori Cory Booker (D-NJ), Kamala Harris (D-CA), Karen Bass (D-CA), Hakeem Jeffries (D-NY) e Jerrold Nadler (D-NY).

E' indubbio che negli ultimi anni i software per il riconoscimento facciale abbiano compiuto passi da gigante, ma dal momento che sono sviluppati da società private che non sono regolate o non devono sottostare ad alcuna supervisione federale, spesso si sono registrati fenomeni di razzismo, con la tecnologia che ha mostrato pregiudizi in termine di età, razza ed etnia. Tale aspetto si inserisce in un contesto molto difficile per gli Stati Uniti, in cui si stanno registrando aspre proteste per l'uccisione di George Floyd.

Nella stessa lettera Krishna ha anche sostenuto la riforma della Polizia, di cui si sta discutendo negli States.

IBM ha anche sottolineato a The Verge che interromperà lo sviluppo e ricerche sul riconoscimento facciale.

FONTE: The Verge
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