Il ban degli exchange di criptovalute in Cina è solo una fake news?

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Dopo il calo del valore dei bitcoin e delle criptovalute in generale causato dalla notizia del ban delle ICO (iniziative di crowdfunding per avviare nuovi progetti associati a monete digitali) il mercato sembrava essersi ripreso prima del rumors dello scorso venerdì della possibile chiusura di tutti gli exchange di crypto in Cina.

Gli exchange sono portali web dove vengono scambiate criptovalute in modo simile a quanto avviene per le azioni in borsa. Il Wall Street Journal aveva annunciato ieri insieme a Bloomberg che presto la chiusura degli exchange sarebbe stata ufficializzata, ma per ora nessuno di questi portali ha confermato la notizia.

Sembra che l'economia cinese sia stata in qualche modo rallentata dall'avvento del bitcoin, tanto che pare che gli investitori abbiano scommesso contro lo yuan in favore delle criptovalute. Il ban delle ICO è stato giustificato dalle truffe avvenute per via della non regolamentazione di questo strumento di crowdfunding, mentre la chiusura degli exchange implicherebbe l'impossibilità di qualunque scambio tra monete digitali (almeno non su portali cinesi, ne esistono in tutto il mondo).

Ormai lo scetticismo dilaga e il CEO dell'exchange cinese BTCC ha espresso i suoi dubbi sulla veridicità dei rumors nel tweet che trovate in fondo alla news, ammettendo che possa essere una fake news. Ci sono molti sostenitori della teoria sulla Cina che vorrebbe adottare una criptovaluta a livello nazionale e che stia prendendo tempo per la regolamentazione, mentre altri credono che le news siano state messe in giro per far abbassare il prezzo delle criptovalute e comprarle in attesa che si rialzi.

Qualunque decisione venga presa dalla Cina gli exchange più importanti han già assicurato che tutte le monete degli utenti sono al sicuro e che se il ban dovesse diventare effettivo faranno in modo di far pervenire offline le criptovalute nei wallet degli iscritti.

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