Il boom dei vinili? Reso possibile solo grazie ai collezionisti

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Negli ultimi tempi abbiamo più volte parlato del boom del vinile. Per molti rappresenta una moda passeggera, mentre per altri una seconda giovinezza per uno dei formati più amati dagli appassionati. A conferma di ciò arrivano alcuni dati, che se da una parte faranno storcere il naso a molti, all'altra fazione daranno ragione.

Un'indagine condotta dall'Entertainment Retailer Association, infatti, ha analizzato il mercato musicale britannico, che resta ad oggi il più importante d'Europa nonchè uno dei primi a livello mondiale.

Il sondaggio ha mostrato che la maggior parte di coloro che hanno acquistato un qualsiasi tipo di vinile negli ultimi tempi, non ha alcuna intenzione di utilizzarlo per ascoltare le tracce. Nel 2017 tale percentuale ha rappresentato il 72 per cento delle vendite totali (che hanno generato 100,3 milioni di Euro di entrate), in aumento rispetto al 48 per cento rilevato dalla BBC nell'ormai lontano 2015, quando il formato sembrava essere ormai prossimo al pensionamento.

L'ERA definisce coloro che acquistano vinili per non ascoltarlo "superfan", un'etichetta che rappresenta una categoria di appassionati che vivono in simbiosi con la musica anche attraverso una semplice copertina. Tale categoria spende in media 23 Euro ad album, acquistandone in media diciannove all'anno. Lo scorso anno i vinili nel Regno Unito hanno fatto registrare il dato record di 4,1 milioni di unità vendute.

I superfan non si limitano solo al vinile, sebbene rappresentino la categoria più elevata. Esistono anche per i BluRay (61 per cento) e videogiochi (34 per cento), sebbene per quest'ultima categoria le entrate siano verosimilmente più elevate.

E' grazie a questa categoria di utenti che il vinile ancora non è scomparso totalmente.

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