Il capo dell'FBI: "la crittografia degli smartphone è un grave problema"

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La posizione dell'FBI sul tema della crittografia dei telefoni non sembra essere cambiata, nonostante il cambio al vertice dell'agenzia federale americana. L'ex direttore, James Comey, infatti, è stato sostituito da Chrostopher Wray, che nel corso di una conferenza ha ribadito le proprie perplessità.

Wray ha affermato che l'agenzia non è riuscita ad accedere al contenuto di 7.775 dispositivi nel corso dell'anno fiscale che si è concluso il 30 Settembre 2017, nonostante i mandati.

Si tratta di più della metà dei dispositivi che l'FBI ha cercato di crackare, il che secondo Wray rende la crittografia "un grave problema per la sicurezza pubblica".

Wray ha invitato le compagnie a lavorare con il Governo per "trovare una via d'uscita in fretta", ed ha insistito sul fatto che l'FBI non ha alcun interesse nello sbirciare nel privato degli utenti attraverso gli smartphone. Il dirigente del Federal Bureau, infatti, ha sottolineato come le intenzioni degli investigatori siano di accedere solo agli smartphone sospetti, come ad esempio quelli di coloro che sono al centro di indagini federali.

L'ex boss dell'FBI, Comey, aveva avuto un lungo battibecco con l'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, il quale aveva definito le richieste dei federali "agghiaccianti" in quanto, secondo lo stesso CEO, potrebbero avere delle implicazioni "pericolose", dal momento che le aziende non sarebbero in grado di controllare il modo attraverso cui viene utilizzato il backdoor.

Wray, nel corso dell'evento ha affermato che le autorità si trovano di fronte ad un numero sempre crescente di inchieste che si basano su prove elettroniche.

FONTE: Engadget
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