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Jamie Dimon, CEO di Bitcoin, spara a zero sui bitcoin liquidandoli come una truffa bella e buona. Eppure dopo le sue dichiarazioni è venuto fuori che la sua banca ne acquista a iosa in Europa, aprendo un vero e proprio giallo. Nel frattempo non mancano risposte dagli appassionati, incluso l'italiano Marco Montemagno.

Sono una truffa, uno scam. Queste le parole durissime del CEO. Ma addirittura si sbilancia e promette il licenziamento per qualsiasi trader di JP Morgan che venga beccato a scambiare o acquistare per qualche cliente una delle molte criptovalute, a partire dai bitcoin ovviamente.

A quanto pare –salvo che Jamie Dimon non voglia rimangiarsi la promessa fatta– delle sanzioni è proprio il caso che le dia, perché a poche ore dalla sua controversa dichiarazione è venuto fuori che J.P. Morgan, tramite J.P. Morgan Securities, il braccio della banca che si occupa di consulenze finanziarie, ha investito una cifra da capogiro in Etn Bitcoin.

Gli Exchange traded note (ETN), apprendiamo dal sito della Banca d'Italia, sono uno strumento finanziario che segue l'andamento del così detto sottostante. Uno strumento molto utile nel caso dei bitcoin, perché permette di puntare del denaro nei circuiti ufficiali e regolati su un qualcosa che segue l'esatto andamento della valuta, senza i rischi di quel Far West che è il mercato del bitcoin. In un primo momento si è assistito ad un coro di sfottò con più di qualcuno che ha preso in giro il CEO accusando la sua banca di investire massicciamente in una valuta che lui ha chiamato scam. A mente lucida le cose probabilmente non stanno proprio così, J.P. Morgan Securities verosimilmente ha effettuato la transazione per conto di un cliente. Ha fatto da intermediario in altre parole. Eppure Dimon lo ha detto chiaro e tondo, "becco qualcuno che ne compra? Lo licenzio". Dobbiamo dunque aspettarci che la testa di qualche operatore finanziario rotoli per terra? O si trattava semplicemente di una provocazione? Chi sa.

Sta di fatto che davanti le accuse del CEO dell'istituto bancario non sono mancate levate di scudo da parte degli appassionati, come l'italiano Marco Montemagno che ha paragonato le parole di Dimon a quelle di chi attaccava il web nella sua prima fase. "Dicevano che il dotcom era una bolla e che internet era sopravalutato, ma stavano prendendo solo tempo per adattarsi alla nuova tecnologia senza venirne travolti. Con i bitcoin sta accadendo la stessa cosa". Trovate il video di Montemagno in apertura.

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