Il DVB-T2 raggiungerà il 72% delle famiglie europee entro il 2022

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Una nuova ricerca pubblicata da DATAXIS ha messo nuovamente in evidenza l'importanza che il DVB-T2, il nuovo standard televisivo, acquisirà negli ultimi anni in Europa. I ricercatori sostengono che si tratta di un sistema che consentirà di ottenere un migliore segnale per le trasmissioni che utilizzano il digitale terrestre.

Proprio a causa dei benefici che porta, è diventato molto diffuso e, come vi abbiamo ampiamente raccontato su queste pagine anche attraverso i vari articoli, diventerà effettivo anche in Italia a partire dal Gennaio del 2020, nonostante le molte polemiche scatenato.

Ma a che punto è la diffusione? Ce ne parlano appunto i ricercatori.

Nel 2017, 12 paesi europei utilizzano ancora reti ibride. Questo numero, secondo DATAXIS scenderà ad otto nel 2020, a condizione che le autorità non metteranno in pausa lo switch come accaduto in alcuni paesi (Belgio e Svezia).

Di conseguenza, le previsioni di DATAXIS sottolineano anche la crescita dello standard nel Vecchio Continente. Nel 2017 solo il 30% delle famiglie europee ricevono il DDT attraverso il DVB-T2, ma questo dato crescerà al 72% entro il 2022.

Tale incremento è dovuto principalmente al passaggio già previsto in alcuni paesi, come Italia e Spagna, che porterà il segnale nelle tv di 25,8 milioni di famiglie (il 57% del totale).

Tuttavia, come sottolineato dai ricercatori, i vari paesi dovranno mettere in atto gli investimenti necessari per far si che gli utenti possano godere del nuovo digitale terrestre.

FONTE: ATV
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