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Il rover, che è chiamato "Charlie" dal team che segue il progetto, è stato trasportato nel deserto di Tabernas in Spagna per una serie di test focalizzati sul funzionamento del radar di bordo, dell'imager e del trapano, quest'ultimo costruito in Italia. Il test è durato in totale 10 giorni, si è svolto in un ambiente quanto più "vicino" alle condizioni atmosferiche marziane.

La strumentazione del rover conta un importante contributo italiano: Il trapano. E' uno degli strumenti più importanti a disposizione del rover, in quanto verrà utilizzato per perforare la superficie marziana fino a 2 metri di profondità, dando la possibilità di analizzare il sottosuolo di Marte alla ricerca di qualsiasi tipo di forma di vita (o tracce di una eventuale presenza passata).

Per quanto riguarda la sempre più vicina Missione ExoMars 2020, il centro responsabile del controllo del rover sarà quello del Centro ALTEC di Torino, che si interesserà delle fasi di lancio, delle manovre orbitali nelle prime fasi di volo, e della crociera interplanetaria.

Inutile sottolineare come il corretto funzionamento di tutta la strumentazione in dotazione al Rover debba funzionare alla perfezione e proprio in quest'ottica, Charlie è stato già testato in passato (come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa), sarà soggetto ad almeno un altro test: Nel mese di Febbraio 2019, il rover sarà trasportato in Cile, nel deserto di Acatama. Sfruttando le caratteristiche dell'ambiente desertico, sarà possibile simulare al meglio tutte le condizioni atmosferiche e ritrovare un terreno simile a quello marziano, spesso molto roccioso e irregolare.

Una delle prossime (ed imminenti) missioni gestite dall'ESA riguarda l'affascinante mondo degli esopianeti: Se siete interessati all'argomento, vi rimandiamo alla news di Cheops, il satellite che si occuperà di misurare il raggio degli esopianeti finora conosciuti.

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Il prototipo del rover di Exomars 2020 dell'ESA ha completato un nuovo test