Il DNA dei prestorici orsi delle caverne? Continua a vivere negli orsi bruni di oggi

Il DNA dei prestorici orsi delle caverne? Continua a vivere negli orsi bruni di oggi
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L'orso delle caverne era una delle bestie più imponenti del Pleistocene: peso di 1000kg durante il letargo e altezza di 3 metri. Parliamo di una bestia più grande dei moderni grizzly. Oggi grazie ad un'affascinante scoperta scientifica sappiamo chi sono i loro diretti eredi: gli orsi bruni. Una scoperta simile è stata fatta solo un'altra volta.

Lo studio dell'Università di Potsdam ha corelato il DNA appartenente ad alcuni orsi delle caverne in vita oltre 35.000 anni fa (gli ultimi esemplari di questo animale sono stati datati fino a 25.000 anni fa), con quello di diversi orsi bruni e polari. Il risultato? Il DNA degli orsi bruni, per una traccia che va dal 0.9 al 2.4% deriva direttamente da quello degli estinti orsi delle caverne.

La scoperta è importante: si tratta, infatti, della seconda volta in tutta la storia della ricerca che parte del DNA di una creatura dell'era glaciale viene rinvenuto in quello di un essere vivente. Prima era successo con gli umani: l'1.5% del nostro genoma lo abbiamo in comune con i Neanderthal.

Morale? "Gli orsi delle caverne sono estinti secondo ogni possibile definizione, ma non significa che il loro patrimonio genetico sia stato cancellato, continua a vivere nel genoma di questi animali viventi", ha spiegato al National Geographic Axel Barlow, uno dei ricercatori a capo del progetto.

La ricerca rafforza inoltre la convinzione che alcune specie di animali si incrocino regolarmente. Come riporta il National Geographic, altri animali in cui sono stati ravvisati segni di incrocio sono i yak e i bovini tibetani.

La ricerca è consultabile a questo link.

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