Il sistema di tracking di Facebook presente nel 41% delle app più popolari su Android

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A seguito della pubblicazione del rapporto riguardante gli strumenti di tracking messi su da Facebook per tracciare gli utenti, da cui avrebbe registrato su Android la cronologia chiamate e degli SMS, arrivano nuove informazioni sulla questione.

Un nuovo rapporto diffuso da AdGuard, infatti, suggerisce che sfuggire al sistema è più facile a dirsi che a farsi, nonostante la campagna #DeleteFacebook messa su da diverse associazioni.

Facebook Audience Network, infatti, è uno strumento utilizzato dagli sviluppatori ed incluso in molte applicazioni. Questo viene utilizzato per due finalità: in primo luogo, come rete pubblicitaria che consente agli sviluppatori di guadagnare soldi, ed in secondo luogo come strumento di analisi che permette di effettuare approfondimenti sul comportamento degli utenti e dati demografici.

Fondamentalmente, funziona indipendentemente dal fatto che si abbia o meno un account Facebook, ed è proprio questo il punto più preoccupante.

AdGuard ha esaminato 2.556 applicazioni popolari sul Play Store. Di questi, il 41 per cento stava comunicando con Facebook Audience Network, un dato preoccupante dal momento che in nessuno dei casi gli utenti avevano dato il consenso.

La stessa compagnia ha anche stilato quali dati vengono condivisi dalle applicazioni con Facebook, e la lista è tutt'altro che corta:

  • Google Advertising ID: è un ID unico e ripristinabile dall'utente per la pubblicità, che viene fornito dai servizi di Google Play;
  • Informazioni sul dispositivo (sistema operativo, marca, modello, risoluzione dello schermo);
  • Codice della lingua e fuso orario;
  • Nome del gestore di telefonia mobile;
  • Informazioni sull'app che includono il nome dell'attività corrente. AdGuard sostiene che è questo il principale motivo di preoccupazione, sostenendo che Facebook Audience Network è "spesso utilizzato nelle applicazioni su cui girano informazioni private (ad esempio le app bancarie) ed i nomi delle attività potrebbero essere molto descrittivi (TransferFundsActivity);
  • Indirizzo IP (che secondo Facebook "garantire un'accurata localizzazione ed informazioni a livello di dispositivo per la nostra piattaforma è fondamentale");
  • Qualsiasi altra cosa che lo sviluppatore dell'app dedica di includere. Si cita l'esempio degli acquisti in-app, la registrazione degli utenti, ma anche altro.

La buona notizia è che il sistema appare abbastanza facile da mitigare. Tutti i dati vanno ad un indirizzo: graph.facebook.com.

L'88 per cento delle app si collega a server di terze parti, con il 61 per cento invia informazioni private.

FONTE: TNW
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