L'immagine del buco nero Sagittarius A conferma una previsione chiave di Einstein

L'immagine del buco nero Sagittarius A conferma una previsione chiave di Einstein
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Pochi giorni fa gli scienziati hanno finalmente mostrato al mondo la prima immagine del buco nero supermassiccio della nostra galassia, Sagittarius A*. Si tratta di un evento destinato a fare la storia (di nuovo!) che sarà ricordato a lungo da parte di tutta la comunità scientifica e dal pubblico.

Dimitrios Psaltis, professore di astronomia e fisica all'Università dell'Arizona, ha recentemente affermato che la nuova immagine del mostro cosmico si è rivelata una delle più grandi previsioni di Albert Einstein dalla sua teoria della gravità.

I nuovi dati dimostrano che l'immagine di un buco nero scala solo con la sua massa. Quindi, in altre parole, un buco nero 1.000 volte più piccolo sembrerà molto simile a quello che si trova al centro della nostra galassia; l'unica differenza davvero percepibile sarà la dimensione. "Le piccole cose in genere sembrano molto diverse dalle grandi cose, e non è una coincidenza", afferma Psaltis. "C'è una buona ragione per cui una formica e un elefante sembrano molto diversi, dato che uno ha molta più massa da sostenere rispetto all'altro". I buchi neri, invece, non sembrano rispettare questa legge della natura.

Confrontando la nuova immagine di Sgr A* con l'immagine del 2019 di M87*, viene confermata la teoria di Einstein secondo cui i buchi neri sembrano essere gli unici oggetti esistenti che rispondono solo a un'unica legge di natura: la gravità. "È tutto previsto dalla teoria della relatività generale di Einstein, l'unica teoria nel cosmo a cui non interessa la scala", continua il professore di astronomia.

"Ovunque guardiamo, dovremmo vedere le ciambelle e dovrebbero sembrare tutte più o meno uguali". Insomma, ancora una volta Einstein aveva ragione.

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