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Si attendevano con grande trepidazioni le immagini appena rilasciate dalla NASA riguardo al "touchdown" di OSIRIS-REx avvenuto ieri sera, non solo per godere della bellezza e del successo della missione ma anche (e soprattutto) per verificare che sia stata raccolta una quantità di campioni idonea agli scopi dei ricercatori.

Come già vi avevamo accennato stamane - con la notizia della manovra “touch & go” avvenuta in piena regola - per sapere se effettivamente la missione si possa definire un successo occorre analizzare il terreno colpito dal braccio robotico “Touch-and-Go Sample Acquisition Mechanism” (TAGSAM) della sonda e compararlo con le immagini raccolte nei momenti immediatamente precedenti: se la quantità di polvere e detriti smossa soddisfa i criteri prestabiliti dagli scienziati allora è lecito presuppore che una buona dose di materiale sia finita nei contenitori di OSIRIS-REx, e che quindi stia viaggiando con un carico utile a scopi scientifici.

Le immagini le trovate in calce alla notizia e sono state raccolte dalla telecamera SamCam, vista più volte in azione in questi anni. Il video mostra l'impatto (piuttosto potente) della testa del TAGSAM contro la superficie dell'asteroide, sprofondando per circa 2 cm e rimanendo in contatto per 5 secondi esatti. Gli ingegneri alla NASA occuperanno circa altri due giorni di analisi (studiando anche il cambiamento del momento di inerzia del veicolo) per decretare ufficialmente la quantità di regolite raccolta, ma sembra che il campionamento sia avvenuto con grande successo.

Se la raccolta del materiale fosse insufficiente, si potrebbe approfittare di un'altra manovra il 12 gennaio 2021. Se invece il primo touch&go è stato sufficiente, non resta che impostare la rotta di ritorno a casa nel marzo 2021, quando l’asteroide si troverà in una posizione favorevole per un’orbita di rientro verso la Terra. Il modulo di rientro della sonda solcherà i cieli terrestri a settembre 2023, salvo imprevisti.

Se volete sapere di più su OSIRIS-REx qui trovate un video esplicativo che vi mostra come sia avvenuta l’effettiva raccolta dei campioni, mentre qui vi abbiamo mostrato un tour completo dell’asteroide, messo a disposizione grazie alle immagini e ai dati raccolti dal NASA Goddard Space Flight Center.

FONTE: NASA
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