Un'immane estinzione è avvenuta in Africa 30 milioni di anni fa: era oscura alla scienza

Un'immane estinzione è avvenuta in Africa 30 milioni di anni fa: era oscura alla scienza
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L’Eocene è un periodo, compreso tra 55 e 33 milioni di anni fa, caratterizzato da sconvolgimenti climatici che hanno raffreddato il pianeta, portando all’estinzione di svariate specie in Europa ed Asia. Era idea comune che l’Africa fosse stata risparmiata dai fenomeni di estinzione, ma un nuovo studio potrebbe rivalutare questa credenza.

L’ultima parte dell’Eocene è stata attanagliata da una drastica inversione climatica che portò ad un raffreddamento del pianeta, provocando l’espansione delle calotte polari, l'abbassamento del livello del mare, la trasformazione delle foreste in praterie e un calo di anidride carbonica. Un'ulteriore studio ha fatto risalire proprio all'Eocene i rari cristalli di iakite.

A causa di questi sconvolgimenti climatici, oltre il 60% delle specie animali in Asia ed Europa si sono estinte. Il continente africano, situato nella fascia di clima tropicale, sembrava non fosse stato coinvolto nelle devastanti conseguenze dei processi di raffreddamento del periodo, grazie all’azione mitigatrice della zona equatoriale.

Un team di ricerca internazionale, costituito da ricercatori britannici, americani ed egiziani, ha riesaminato il record fossile di alcune specie risalenti al periodo in esame. Questi fossili rappresentano diversi gruppi di mammiferi del tempo. Tra questi troviamo: un gruppo di carnivori denominati ienodontidi, due gruppi di roditori, gli anomaluri e gli istricognati , e due gruppi di primati, gli strepsirrini e gli antropoidi.

Il team di ricerca, analizzando i resti fossili di questi mammiferi, ha prodotto una serie di alberi evolutivi, basati sull’apparizione e la scomparsa di nuove linee evolutive e ramificazioni dei diversi gruppi. Ciò ha permesso di individuare perdite notevoli nel periodo a cavallo tra l’Eocene e l’Oligocene, e di dimostrare che, pur avendo mantenuto un clima mite, la biodiversità africana è stata coinvolta nei meccanismi di estinzione allo stesso modo di Europa ed Asia.

Gli esponenti dei gruppi analizzati “spariscono” dai reperti fossili, per ricomparirvi, a seguito di questo grande evento di estinzione, solo milioni di anni dopo con caratteristiche anatomiche differenti.

Le caratteristiche maggiormente analizzate dai ricercatori sono le strutture dentali dei gruppi esaminati. Alla ricomparsa di esponenti del gruppo nel ramo evolutivo, questi presentavano una dentizione differente, cosa che suggerisce un cambio di alimentazione.

Secondo gli scienziati, questi meccanismi evolutivi sono fondamentali per la comparsa di nuove specie nelle nicchie ecologiche lasciate vacanti, soprattutto in relazione al fenomeno di deriva genetica noto come “collo di bottiglia” evolutivo, che rappresenta proprio un punto in cui la maggior parte delle specie e della biodiversità si estingue, a causa di fenomeni non evolutivi, “facendo spazio” a nuove forme di vita diversificate.

Dorien de Vries, ricercatore presso l'Università di Salford e autore dello studio, ha dichiarato "È stato un vero pulsante di ripristino".

"I cambiamenti climatici nel corso del tempo geologico hanno modellato l'albero evolutivo della vita", ha aggiunto Hesham Sallam, ricercatore dell'Università di Mansoura in Egitto e coautore dell'articolo, e concludendo "Raccogliere prove dal passato è il modo più semplice per conoscere come i cambiamenti climatici influenzeranno i sistemi ecologici".

E sapevate che sul nostro pianeta le estinzioni di massa sono state cinque?

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