Immuni, il Copasir frena sul lancio: "aspetti critici da correggere"

Immuni, il Copasir frena sul lancio: 'aspetti critici da correggere'
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A poche ore dalla pubblicazione delle prime immagini di Immuni, è arrivata l'attesa relazione del Copasir, che ha però frenato sul lancio dell'applicazioni ed ha invitato gli sviluppatori a risolvere alcune problematiche rilevate dalla Commissione.

Nello specifico, vengono citati degli "aspetti critici" che dovrebbero essere corretti "per evitare che l'efficacia dell'iniziativa risulti ridotta, e, soprattutto, che si possano determinare rischi connessi sia alla trasmissione dei dati dei cittadini, in ordine al rispetto della privacy e alla sicurezza dei dati personali, sia in particolare alla stessa gestione complessiva, dal punto di vista epidemiologico, dell'emergenza sanitaria".

Nella relazione, approvata all'unanimità, si legge che "l'unico dato da dover immettere nella App dovrebbe essere un codice anonimo risultante dall'effettuazione di un tampone, escludendo quindi altre procedure che al momento non abbiano evidenza scientifica". Proprio sui dati, il Copasir ha evidenziato che questi devono essere raccolti solo per finalità epidemiologiche, quindi solo per allertare le persone che sono entrate in stretto contatto con soggetti risultati al Covid-19.

Sempre sui dati, il Copasir ha sottolineato la necessità di cancellarli entro il 31 Dicembre 2019, come evidenziato dal decreto d'attuazione. Il Copasir pone anche l'accento sull'esistenza di "rischi non trascurabili sul piano geopolitico non mitigabili. Infatti, la definizione dettata da privati dell'architettura dell'intero sistema informatico, inclusa la App, nonche' la necessita' di ricorrere a soggetti privati non nazionali, per quanto da considerare affidabili, per il CDN destinato a contenere i dati raccolti, potrebbero prestarsi a manipolazioni dei dati stessi, per finalita' di diversa natura: politica, militare, sanitaria o commerciale".

Nel documento inoltre si parla anche dei potenziali attacchi hacker. Ecco perchè, secondo la Commissione Parlamentare, non bisogna sottovalutare "il rischio tecnologico, consistente in possibili attacchi di tipo informatico da parte di hacker o altri soggetti o in possibili truffe ai danni degli utilizzatori della App. La tecnologia Bluetooth risulta infatti particolarmente vulnerabile a intrusioni i cui effetti, in questo contesto, potrebbero essere tali da diffondere allarme ingiustificato nella popolazione, ad esempio mediante l'invio di messaggi falsi o fraintendibili, relativi allo stato di salute o al possibile contagio dei destinatari".

Secondo il Copasir l'app Immuni non è interoperabile con le soluzioni adottate o in via di adozione da parte degli altri Paesi Europei, anche considerando il fatto che l'UE non ha adottato una linea comune. Questo aspetto, viene considerato "decisivo perla piena funzionalità del sistema" in paesi a forte vocazione turistica come l'Italia.

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