Immuni, Le Iene mostrano i malfunzionamenti e ritardi con la segnalazione delle positività

Immuni, Le Iene mostrano i malfunzionamenti e ritardi con la segnalazione delle positività
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Mentre si continua a discutere della possibilità di rendere Immuni obbligatoria per accedere ai ristoranti, si parla ancora una volta dei malfunzionamenti dell’applicazione per il contact tracing del Coronavirus in Italia. Sulla questione ha indagato anche Le Iene, che ha raccontato la storia di Giulio Golia.

L’inviato, infatti, è risultato positivo al Covid-19 ma per segnalare la propria positività attraverso l’applicazione ci ha messo addirittura dieci giorni.

Secondo quanto raccontato da Le Iene, durante la prima chiamata all'ASL è stato rimandato alla centrale operativa del distretto, da cui non ha ottenuto alcuna risposta. Con il passare dei giorni però Golia si è messo in contatto con il servizio clienti dell’app che lo ha rimbalzato al numero 1500.

Qui, al primo tentativo è caduta la linea, dopo di che ha risposto un operatore di secondo livello che l’ha rimandato al dipartimento d’igiene dell’ASL. Dopo oltre 40 minuti di attesa, a dieci giorni dal primo tampone, è riuscito ad inserire i dati nell’app per consentire ad Immuni di inviare le notifiche ai suoi contatti stretti. Come osservano le Iene, però “un un conto sarebbe stato segnalarlo dieci giorni prima e non così dopo quando per molti è addirittura finito il periodo di quarantena fiduciaria”.

Le Iene si sono interrogati anche sulle poche notifiche che ha inviato Immuni, un dato pubblicato sul sito dell’app. Dal Ministero della Digitalizzazione però hanno spiegato che “l’app tecnicamente funziona ed è la stessa tecnologia utilizzata dai Paesi europei. Non ci risultano disservizi dagli utenti iscritti che sono risultati positivi attribuibili ad aspetti tecnologici e quindi di nostra competenza”.

Ricordiamo che con l’ultimo DPCM è stato inserito l’obbligo per le ASL di inserire i dati di Immuni.

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