L'importanza degli uccelli dagli albori della civiltà ad oggi

L'importanza degli uccelli dagli albori della civiltà ad oggi
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Se facessimo mente locale, ci renderemmo conto che gli uccelli, oltre ad essere un universo variopinto di fogge e colori, sono un simbolo alquanto diffuso nella storia antropologica e mitologica delle civiltà del pianeta.

Essi hanno ispirato e sono diventati protagonisti di innumerevoli ritualità e credenze religiose.

Sono diventati dèi (per citarne alcuni: Horus, il supremo dio egizio dalle fattezze di uomo e falco, Garuda, il divino capostipite della stirpe degli uccelli in alcune culture orientali, e ancora le Arpie, letali donne-uccello della mitologia greca, e Quetzalcoalt, il serpente piumato che controlla i venti nel pantheon azteco), spauracchi e alcune parti del loro corpo come piume, ossa, becchi sono spesso ritrovati all'interno di antiche sepolture con significati, ad oggi, ancora in parte sconosciuti.

La loro storia evolutiva, poi, non è meno interessante. Una ricerca guidata dalla paleontologa Lida Xing della China University of Geosciences di Pechino ha studiato 31 pezzi di ambra risalente a 100 milioni di anni fa, la cosiddetta ambra birmana, contenenti resti di antiche piume.

Grazie alla tecnologia 3D si è potuto studiarla più a fondo e ciò che è emerso ha ribaltato le teorie riguardanti il piumaggio di queste creature antiche quasi quanto la Terra.

Infatti, si è sempre creduto che le piume fossero da sempre così variopinte e con le stesse funzionaltà legate al corteggiamento e alla riproduzione.

Tuttavia, nella Preistoria, esse erano tutt'altro che colorate e, udite udite, erano fatte per staccarsi e rimanere tra le grinfie dei predatori che tentavano di ghermire la preda.

Erano, infatti, delle vere e proprie esche, un ottimo escamotage per la sopravvivenza della specie.

Altra scoperta bizzarra e inquietante (e ancora senza risposta) riguarda invece lo studio, iniziato nel 2018, di reperti scoperti in Polonia negli anni '60.

Spiccano i resti di un bambino decapitato (che analisi hanno rilevato aver sofferto di malnutrizione ed esser deceduto all'età di 10 anni tra il 18° e 19° secolo) con il cranio di un fringuello infilato nella cavità orale.

La cosa ancor più misteriosa è che la sua tomba è unica nel suo genere nonchè la sola trovata in quell'area.

Perchè il cranio di un fringuello era infilato nella sua bocca? Era una sorta di lasciapassare per la sua anima? Una maledizione? Sono ancora molte le domande che riguardano queste affascinanti creature pennute che, da sempre, hanno accompagnato la civiltà umana nella sua evoluzione.

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