Per un imprenditore nato nell'ex-URSS il Metaverso 'è come propaganda comunista'

Per un imprenditore nato nell'ex-URSS il Metaverso 'è come propaganda comunista'
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Di commenti pungenti nei confronti del Metaverso ne abbiamo sentiti parecchi sin dal boom visto con il passaggio da Facebook a Meta. Lo stesso Elon Musk ha definito il Metaverso ‘parola per marketing’. C’è però chi si spinge oltre, definendo il Metaverso ‘propaganda comunista’.

A usare questi termini è stato l’imprenditore Phil Libin, fondatore di Evernote cresciuto nell’ex Unione Sovietica, durante il podcast firmato da Eric Newcomer. Egli ha usato un tono quasi feroce per definire il futuro virtuale firmato Meta, paragonando l’idea di Zuckerberg e soci con le promesse fatte dal governo in URSS.

Nello specifico, egli ha spiegato quanto segue: “Sono andato in prima elementare in Unione Sovietica. Sono stato sottoposto a molta propaganda sovietica e da bambino mi è stato ripetutamente detto che ‘stiamo costruendo il comunismo’. Puoi sentire l'odore di una cattiva idea prima che sia completamente costruita”.

Libin si è mostrato piuttosto critico nei confronti di Meta e di tutti i fermi sostenitori del Metaverso in ogni sua forma, in realtà. Per lui è un futuro idealizzato che non si materializzerà mai, e null’altro. Anzi, si è spinto oltre: per lui il Metaverso è “un'idea insensata così spettacolarmente stupida” di cui non si deve temere il futuro.

È passato meno di un anno dalla manifestazione della visione di Meta e sarà senza dubbio interessante vedere come andrà a finire, se ci sarà una conversione di massa ai mondi virtuali o se il progetto fallirà nel corso dei mesi e anni che verranno. Per ora non ci resta che farci qualche risata con commenti come questo e maturare una idea propria del Metaverso.

A proposito della società di Mark Zuckerberg, Meta ha lanciato il suo nuovo Centro per la Privacy con il fine di garantire maggiore trasparenza sui dati.

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