Improvvisazione dell'intelligenza Artificiale: Robot recitano in una commedia teatrale

Improvvisazione dell'intelligenza Artificiale: Robot recitano in una commedia teatrale
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Una società chiamata HumanMachine ha recentemente avviato una produzione teatrale chiamata Improbotics, composta da artisti umani e da un robot. Questa iniziativa è solo l'ultima di una serie di progetti che uniscono la robotica all'apprendimento automatico.

Il robot in questione ricorda vagamente il protagonista del racconto fantascientifico "Un giorno..." scritto da Isaac Asimov nel 1956, in cui viene descritto un automa capace di generare racconti per intrattenere il pubblico di giovani umani. Ma come spesso accade soprattutto in questi ultimi anni, la fantascienza di allora si rivela una attuale realtà.

Come parte di uno studio pubblicato lo scorso anno, Piotr Mirowski e Kory Mathewson, i due ricercatori a capo del progetto, hanno sviluppato un "improvvisatore" artificiale basato sul Deep learing. Questa macchina è stata "istruita" tramite lettura dei sottotitoli dei film e può adesso generare linee di dialogo pertinenti al contesto, adatte al teatro e sopratutto, plausibili.

"Nei nostri esperimenti, abbiamo incorporato un chatbot basato sull'intelligenza artificiale in un robot per intraprendere una (piuttosto difficile) sceneggiatura improvvisata per una commedia" dice Piotr Mirowski tramite il sito TechXplore. "Abbiamo affiancato uomini e macchine sul palcoscenico teatrale, e il robot era un'incarnazione del chatbot".

Questo esperimento ha evidenziato due limiti chiave nell'esecuzione di commedie improvvisate eseguite con un partner robot. In primo luogo, il robot spesso impiegava troppo tempo per generare le sue linee, causando una mancanza di tempismo che è essenziale nel genere della commedia. In secondo luogo, hanno anche riscontrato difficoltà nell'interpretazione emotiva del testo.

Nel loro nuovo studio, quindi, i ricercatori hanno sostituito il robot con un attore umano, il quale riceve tramite auricolare le battute scritte dal chatbot, ma aggiunge la propria "umana" interpretazione. Nel frattempo, altri artisti sul palco improvvisano liberamente e interagiscono con l'attore che è "guidato" dall'IA. I ricercatori hanno impostato questa performance in modo da risultare come un test di Turing, in cui il pubblico e gli artisti devono chi è umano e chi è guidato da una macchina.

"L'obiettivo principale di questo studio è quello di capire quanto sia semplice o impegnativa la collaborazione con una macchina nel ruolo di compagno di scena in esibizioni live", ha detto Mirowski.

Il chatbot sviluppato dai ricercatori è alimentato da una rete neurale che gestisce gli algoritmi più avanzati attualmente esistenti per il riconoscimento vocale automatico e la traduzione linguistica.

"Le risposte di output sono generate parola per parola usando un modello linguistico, che assegna la probabilità a possibili parole successive", ha detto a TechXplore Kory Mathewson, l'altro ricercatore che ha realizzato lo studio. "Quindi ad ogni step, campiona la parola successiva più e più volte, similarmente ad un continuo lancio di un dado con 50000 lati (dove 50000 è il numero di termini conosciuti dall'IA) fino a quando non compare una "fine" per la frase. le varie combinazioni vengono apprese dai sottotitoli di oltre 100.000 film".

Le prime valutazioni di questa insolita produzione teatrale hanno rilevato che ripetere questo esperimento ha aumentato la competenza dell'IA.

"Ci sono diversi risultati interessanti che emergono dallo studio", ha detto Mirowski. "Il primo è che inizialmente le indicazioni dell'intelligenza artificiale sono molto difficili da eseguire, anche se l'umano sta aggiungendo la sua personale interpretazione". Nel complesso, hanno scoperto che le battute generate dall'uomo erano più brevi, più positive e utilizzavano parole meno difficili rispetto a quelle prodotte dall' "improvvisatore artificiale". Gli artisti umani hanno anche commesso più errori di grammatica e di ortografia.

I ricercatori stanno ora esplorando modi per migliorare la qualità delle frasi, incorporando sopratutto il feedback degli artisti umani. Ciò potrebbe essere ottenuto utilizzando algoritmi di apprendimento automatico e di elaborazione del linguaggio naturale (NLP).

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