Impulsi laser ultraveloci per la prossima generazione di archiviazione dati

Impulsi laser ultraveloci per la prossima generazione di archiviazione dati
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Un Team di ricerca internazionale, capitanato dal Dott. Davide Bossini, suggerisce l’utilizzo di laser ultraveloci per incrementare le prestazioni della tecnologia di archiviazione dei dati.

La ricerca pubblicata sulla rivista: Physical Review Letters, tratta i fenomeni magnetici che possono essere generati nei materiali antiferromagnetici attraverso l’utilizzo di speciali laser che lavorano a frequenze di femtosecondi (pari ad un milionesimo di miliardesimo di secondo), e quindi col potenziale di dotare materiali specifici, come il magnesio o il cromo, di nuove proprietà utili per applicazioni di archiviazione dati ad alta efficienza energetica.

Infatti, il sempre maggior impiego di tecnologie “big data” e “cloud” rappresenta il sintomo di una domanda globale per la gestione dell’archiviazione dei dati in costante espansione, coadiuvata dalla necessità di un'elaborazione e disponibilità delle informazioni sempre più immediata e accessibile. A tal proposito le stime indicano che la crescente domanda di capacità di “storage” potrà essere soddisfatta ancora per un massimo di dieci anni, a condizione che non vengano sviluppate nuove tecnologie per efficientare il processo.

Per questo motivo i materiali antiferromagnetici si candidano per lo sviluppo della prossima generazione di tecnologie dell’informazione. Questi sono caratterizzati da atomi magneticamente alternati, che annullandosi a vicenda non generano nessun impatto magnetico sull’ambiente circostante. Tuttavia, è bene specificare che questi elementi antiferromagnetici presentano all’interno delle aree denominate “domini” dove i momenti magnetici opposti sono allineati in direzioni differenti.

Nella ricerca oggetto della pubblicazione, i ricercatori hanno dimostrato, attraverso impulsi laser ultraveloci, che le onde magnetiche con frequenze diverse possono essere indotte, amplificate e persino accoppiate tra loro attraverso domini diversi, ma solo se adiacenti e quindi accomunati da una “parete di dominio”. In questo senso, lo stesso Dott. Bassini ha affermato: “La capacità di accoppiare diverse onde magnetiche attraverso le pareti di dominio, genera la possibilità di controllare attivamente la propagazione delle onde magnetiche nel tempo e nello spazio, nonché il trasferimento di energia tra le singole onde alla scala del femtosecondo. Rappresentando un prerequisito per l'utilizzo di questi materiali atto all’archiviazione e l'elaborazione ultraveloci dei dati”.

Tali tecnologie di archiviazione dei dati, basate su antiferromagneti sarebbero esponenzialmente più veloci e più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelle attuali, garantendo la soddisfazione delle future esigenze del mercato.

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