In Gran Bretagna cambia la musica: nelle classifiche dei singoli conteranno anche i video

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Continua a cambiare il mercato musicale, che ormai va sempre più di pari passo con la tecnologia. A dimostrazione di tale tesi arriva dalla Gran Bretagna una notizia che sicuramente farà molto discutere. Nelle classifiche inglesi dei singoli, infatti, da oggi conteranno anche le visualizzazioni dei video registrati su YouTube.

Nel conteggio, però, rientreranno tutte le piattaforme che si sono adoperate per la trasmissione dei video musicali, quindi oltre al sito di Google nel conteggio saranno incluse anche le views di Apple Music, Tidal e Spotify, che da tempo hanno aperto le loro porte ai filmati musicali.

La Official Chart inglese comincerà ad effettuare il conteggio da subito, mentre dall'estate seguirà anche quella irlandese. Le novità non finiscono qui, però, perchè verranno conteggiati anche gli streaming gratuiti dei video musicali, il tutto allo scopo di indicare lo stato di gradimento per un determinato artista e canzone in un mondo musicale che si è da tempo spostato verso il web, dai precedenti acquisti di singoli, cd e vinili.

Discorso diverso in Italia, dove gli streaming gratuiti comunque non vengono conteggiati nelle classifiche, ma l'Inghilterra è da sempre una delle maggiori vetrine mondiali per gli artisti, ed è probabile che la via tracciata faccia da monito anche ad altri mercati.

Official Singles Chart conteggia sia le vendite che i download, oltre che i CD e vinili distribuiti tramite 15 mila punti vendita.

Chiaramente, però, gli streaming dei video gratuiti avranno un punteggio significativamente inferiore rispetto a quelli a pagamento. Per questi, ogni 100 ascolti equivarranno ad un acquisto, mentre per quelli gratuiti ne necessiteranno 600.

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