In Nuova Zelanda il cyberbullismo diventa un crimine

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La Nuova Zelanda ha approvato una legge che criminalizza uno degli aspetti più discussi di internet: il cyberbullismo. La normativa, approvata di recente, vieta l'invio di messaggi a sfondo razzista, sessista, discriminatori nei confronti di una fede o religione, sessualità e disabilità.

Il tutto perchè secondo il legislatore questo tipo di messaggi possono provocare un “grave stress emotivo” nei confronti delle persona che li riceve, mentre il mittente rischia fino a due anni di carcere. Il disegno di legge crea anche il reato di istigazione al suicidio, per cui si rischia un massimo di tre anni di carcere se viene colto il flagrante.
Il governo ha anche istituto una nuova agenzia digitale che avrà il compito di gestire i reclami a cui non si è riusciti a far fronte tramite Twitter e Facebook. Questa permetterà di eliminare i presunti messaggi che offendono entro 48 ore dalla scoperta. 
Chiaramente non mancano le critiche a questa legge. Le opposizioni infatti si sono mosse per protestare contro il disegno di legge in quanto potrebbe minare la libertà di parole e potrebbe anche portare anche alla criminalizzazione dei bambini. 

FONTE: Engadget
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