Gli incendi dell'Australia hanno lasciato una cicatrice visibile nell'atmosfera

Gli incendi dell'Australia hanno lasciato una cicatrice visibile nell'atmosfera
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Tra il 2019 e il 2020 l'Australia è stata protagonista di alcuni incendi che hanno devastato il territorio. Bene, gli esperti stanno ancora valutando il danno degli eventi in questione, ma sappiamo già che il danno è paragonabile a quello di una grande eruzione vulcanica.

Secondo i ricercatori, infatti, la gigantesca nuvola di fumo era così immensa che ha riscaldato la stratosfera per mesi e mesi. Nel caso degli incendi che si sono susseguiti qualche mese fa, sono stati inviati quasi un trilione di grammi di particelle di fumo nella stratosfera; la più grande massa simile mai documentata dall'era satellitare.

Questa massa di fumo era composta da diversi tipi di particelle di fumo, che hanno effetti differenti sull'intrappolamento del calore nell'atmosfera. Secondo i calcoli degli scienziati, il pennacchio era composto da circa il 2,5% di carbonio nero, che ha contribuito a fornire un effetto di riscaldamento nella stratosfera che è durato il resto dell'anno.

"Le simulazioni suggeriscono che il fumo è rimasto nella stratosfera per tutto il 2020 e che ha riscaldato la stratosfera in modo misurabile di circa 1-2 Kelvin [equivalente a 1-2 gradi Celsius] per più di sei mesi", spiega il team. "Il nostro studio evidenzia che il fumo di incendi da record può causare impatti persistenti sulle dinamiche e sulla chimica stratosferiche".

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