Incredibile attacco di Neil Young a Google: guadagna dai siti pirata

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In un nuovo post pubblicato sul suo sito web, Neil Young si è duramente scagliato contro le aziende tecnologiche, tra cui Google, che secondo il leggendario musicista guadagnerebbero dai siti web pirata, privando i musicisti delle entrate generate dagli ascolti ed acquisti di CD, che rappresentano una delle principali fonti di reddito.

Young si pone anche una domanda che va oltre l'attualità: come sopravviverà la prossima generazione di musicisti?

Nel post, Young inizia parlando del suo album del 1996, Broken Arrow, e di come testi come quelli di "Music Arcade" lo facciano riflette sui suoi precedenti successi, che ai nostri giorni non è sicuro possano essere raggiunti dai musicisti. "Oggi, nell'era di FaceBook, Google ed Amazon" scrive Young, "è difficile dire come un artista emergente possa farcela, come abbiamo fatto noi della vecchia generazione".

Young prosegue affermando che Google ha approfittato immensamente delle ricerche (incluse quelle per i siti web pirata), ma ha lasciato gli artisti fuori dal giro. Non si tratta certo di problemi che emergono per la prima volta: la RIAA già in passato si era più volte lamentata per il fatto che Google renderebbe troppo facile agli utenti trovare musica pirata.

Young è stato molto critico in passato nei confronti dei servizi di streaming musicali, e di recente ha pubblicato tutto il proprio catalogo in una piattaforma proprietaria. L'artista aveva anche duramente criticato la qualità del suono offerta da servizi come Spotify ed Apple Music, ma nella giornata di oggi ha lanciato una nuova provocazione.

FONTE: The Verge
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