L'incredibile capacità vichinga di lavorare i metalli si evolse tra l'VIII e il IX secolo

L'incredibile capacità vichinga di lavorare i metalli si evolse tra l'VIII e il IX secolo
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Un nuovo studio, pubblicato nella rivista scientifica "Archeological and Anthropological Sciences", ha rivelato nel dettaglio come l'incredibile tecnica vichinga di lavorazione dei metalli iniziò ad evolversi ed affermarsi completamente dentro i confini danesi tra l'VIII e il IX secolo d.C.

Per provare questo, un team di ricercatori dell'Aarhus University (Danimarca) ha preso in analisi 1174 campioni, che comprendevano: frammenti e bare di metallo antiche, insieme a vari reperti interi tipici delle comunità vichinghe stabilitesi in due siti nell'odierna città di Ribe, che, nell'VIII secolo, era uno dei centri di scambio più importanti nell'intera Danimarca.

L'unione di tutti reperti in un un unico studio ed l'osservazione della composizione chimica di ciascuno hanno portato gli studiosi ad intuire facilmente come le capacità dei Vichinghi di lavorare i metalli si evolsero notevolmente in un solo secolo.

Dall'utilizzo di un solo tipo di metallo, presto questi "artigiani" iniziarono ad unire le varie leghe, alcune volte anche a caso, ed usare tecniche più innovative per creare oggetti sempre più resistenti ed efficaci.

Uno degli esempi più evidenti è stato trovato nel confronto della composizione chimica dei reperti risalenti alla prima metà dell'VIII secolo e quelli del IX secolo. Nel primo caso, i Vichinghi utilizzavano un particolare ottone ternario con delle tracce di piombo; un secolo dopo, invece, continuarono ad utilizzare l'ottone semplice, ma con una percentuale di zinco molto più alta rispetto alla normale lega.

Gli studiosi hanno anche notato che, nel corso dei decenni, la selezione e la funzionalità dei metalli andò a perfezionarsi.

Nello studio si ipotizza, infatti, che in vichinghi danesi erano soliti usare delle leghe con piombo per modellare gli utensili quotidiani. Mentre per i gioielli e le decorazioni per gli edifici si usava l'ottone, probabilmente perché risultava più "pregiato", visto il suo colore simile all'oro.

Ovviamente, contemporaneamente all'evoluzione della tecnica si andarono a sviluppare anche gli strumenti con i quali gli "artigiani del metallo" potevano lavorare. Un banale esempio era il crogiolo in cui si scioglievano le bare di metallo. All'inizio del IX secolo, la maggior parte dei fabbri vichinghi ne possedeva almeno uno molto più resistente al calore e che, di conseguenza, poteva sopravvivere di più nel tempo.

I miglioramenti nel campo della lavorazione dei metalli non rimasero rinchiusi dentro i confini danesi. Considerando l'incredibile capacità dei Vichinghi di muoversi per tutta l'Europa settentrionale attraverso il mare, presto le nuove tecniche approdarono anche negli altri paesi - ampliando la conoscenza di centinaia di comunità in tutt'Europa (e non solo).

FONTE: Springer
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