Ecco l'incredibile foto di Sagittarius A, buco nero al centro della Via Lattea: è storia

Ecco l'incredibile foto di Sagittarius A, buco nero al centro della Via Lattea: è storia
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Solo tre anni fa, nel 2019, l'Event Horizon Telescope (EHT) faceva la storia pubblicando la prima foto di un buco nero . Ora, dopo una ricerca faticosa ma allo stesso tempo eccezionale, l'obiettivo è stato replicato, catturando una foto del buco nero supermassiccio della nostra galassia, Sagittarius A*.

Come detto in apertura della notizia, l'Event Horizon Telescope e l'European Southern Observatory (ESO) hanno appena fatto la storia (di nuovo) dell'esplorazione spaziale: è stata pubblicata la prima foto del buco nero della nostra Via Lattea, Sagittarius A*. La scoperta è stata annunciata pochissimi minuti fa in una diretta ancora in onda a questo link ufficiale.

Sagittarius A* è stato da sempre uno degli obiettivi chiave della ricerca dell'EHT, ma per diversi motivi non è stato possibile osservare fin da subito il mostro di tenebra supermassiccio che alberga al centro della nostra galassia. Per catturare la foto di Sagittarius A* è stato necessario raffinare la metodologia di ricerca, impiegando un'osservazione più lunga e certosina.

Il nuovo studio che ha condotto a questo eccezionale risultato, infatti, è iniziato poco dopo il 2019, ma la pandemia mondiale iniziata nel 2020 ha rallentato sensibilmente i lavori. Ora però, i ricercatori hanno messo insieme tutti i dati, producendo un'immagine che passerà alla storia, lanciandoci sempre di più nella Cosmologia del futuro.

I due buchi neri fotografati (M87* e nel 2019, e Sagittarius A* ora) sembrano notevolmente simili, anche se il buco nero della nostra galassia è più di mille volte più piccolo e meno massiccio di M87*.

"Abbiamo due tipi completamente diversi di galassie e due masse di buchi neri molto diverse, ma vicino al bordo di questi buchi neri sembrano sorprendentemente simili", aha affermato Sera Markoff, copresidente dell'EHT Science Council e professore di astrofisica teorica all'Università di Amsterdam, nei Paesi Bassi. "Questo ci dice che la Relatività Generale governa questi oggetti da vicino, e qualsiasi differenza che vediamo più lontano deve essere dovuta a differenze nel materiale che circonda i buchi neri".

L'EHT è il nome dato ad una collaborazione internazionale tra vari osservatori, con lo scopo di catturare e riprendere immagini reali dei buchi neri che abitano il nostro Universo. Dal momento che i buchi neri non emettono luce e sono oggetti complessi da rilevare, si basa questa ricerca sugli effetti che producono sull'ambiente circostante, come la curvatura spaziotemporale, l'emissione di luce dal disco di accrescimento e la presenza dell'"ombra" di un buco nero (proprio ciò che è stato fotografato con M87 nel 2019).

Per raggiungere una risoluzione tale servirebbe un telescopio con un diametro ampio quasi quanto il nostro pianeta e, sebbene possa sembrare un traguardo irraggiungibile, in realtà l'EHT è proprio questo: grazie alla tecnica VLBI (interferometria a base molto ampia) è possibile sincronizzare diversi osservatori in tutto il mondo, creando un "telescopio planetario". Nel 2019 ha funzionato a meraviglia, e ora è stata fatta nuovamente la storia.

Se volete saperne di più, vi rimandiamo alla news delle migliori curiosità su Sagittarius A*.

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