L'incredibile vista di questi piccoli esseri marini vi lascerà a bocca aperta

L'incredibile vista di questi piccoli esseri marini vi lascerà a bocca aperta
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I così detti gamberi mantide hanno una vista sbalorditiva perché capaci di vedere, oltre alla luce visibile, quella ultravioletta e quella polarizzata.

Come un super eroe o un essere robotico dalla vista potenziata questi piccoli animaletti riescono a vedere lunghezze d’onda della luce che noi non possiamo percepire se non attraverso la tecnologia. La cosa che forse fa rimanere con la bocca aperta è che tutti questi dati, tutti questi impulsi nervosi, sono gestiti da un cervello estremamente piccolo posto all'interno di un organismo grande solamente pochissimi centimetri, dai dieci ai trenta. Anche l’occhio in sé è estremamente sofisticato.

Ogni occhio si può, infatti, muovere in maniera completamente indipendente l’uno dall'altro e lo sguardo si può concentrare su due oggetti indipendenti ed osservarli perfettamente nelle loro tre dimensioni. Ciò che ha quindi incuriosito i ricercatori è capire come l’animale possa raccogliere e gestire tutti i dati che arrivano al suo cervello come impulsi elettrici. La ricerca si è così soffermata su una zona ben precisa del sistema nervoso dell’animale, un piccolo organo reniforme contenente molte cellule nervose.

Esso si trova all'interno di una struttura che sorregge gli occhi (una per ogni occhio) e le informazioni che raccoglie l’occhio vengono così subito trasferite in questi organi. Ma poi come giungono al cervello dell’animale? Seguendo i percorsi neuronali che si dipartono dall'organo reniforme, le informazioni giungono alla lobula, un organo che, in altri vertebrati, elabora i dati visivi in una forma ben precisa. I dati, così raccolti, vengono elaborati nuovamente da un altro organo a T che probabilmente è legato ai ricordi e all'elaborazione di altri dati in arrivo dagli organi deputati a raccogliere informazioni di tipo olfattivo.

Questa complicata rete neurologica ha, però, bisogno di ulteriori studi. In particolare, gli scienziati ora vogliono capire quando, evolutivamente parlando, queste specie hanno sviluppato rete neurologiche così importanti e per certi versi sofisticate.

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