Incredibili tracce fossili scoperte in Texas: i sauropodi sapevano nuotare?

Incredibili tracce fossili scoperte in Texas: i sauropodi sapevano nuotare?
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I sauropodi sono un gruppo di immensi dinosauri erbivori vissuti tra il Triassico e il Cretaceo. Tra le varie specie di mastodonti, i ricercatori provarono a identificare il dinosauro più grande mai esistito. In relazione al ritrovamento di una serie di impronte in Texas queste titaniche creature potrebbero aver camminato sui fondali a due zampe.

Nell’immaginario collettivo i possenti sauropodi sono rappresentati da gigantesche strutture corporee, al cui apice si estendono lunghi colli ed arti possenti, dalla forma colonnare, necessari per sostenere le innumerevoli tonnellate.

Nel 2019, però, da uno studio condotto dai team di ricerca della Purdue University Fort Wayne e del Museo di Scienze Naturali di Houston su tracce ritrovate decenni prima nella contea di Bandera, in Texas, è riemersa un’ipotesi sulla deambulazione dei sauropodi, nel tentativo di modificare il loro status di quadrupedi esclusivi.

La teoria non è nuova alla paleontologia. Il ritrovamento delle tracce, ascrivibile alla prima parte del ‘900, ad opera del paleontologo Roland T.Bird, portò alla descrizione della loro insolita conformazione, suddividendo in manus, le impronte lasciate dagli arti anteriori, e pes, quelle generate dagli arti posteriori.

In un primo articolo del 1940, Bird, infatti, scrisse che le impronte erano "Senza dubbio fatte da un sauropode, ma come li interpreto io, fatte da un individuo mentre nuota” e analizzando la profondità delle diverse impronte, continuò "Erano tutte tipiche impressioni dei piedi anteriori, come se l'animale avesse assunto una postura con le zampe posteriori ripiegate sul sedere".

Questa teoria non riscosse successo nella comunità scientifica, anche a causa delle scoperte che confermavano la natura esclusivamente terrestre dei sauropodi, rinnegando quella acquatica.

Per giustificare la difformità strutturale delle impronte, l’ipotesi più accreditata spiega questa differenza, attribuendola al maggiore peso scaricato sugli arti anteriori, che, su alcune tipologie di superfici, avrebbero impresso tracce più profonde, rispetto a quelle posteriori che sostenevano un minor peso.

Le tracce più recenti, localizzate nella Glen Rose Formation, un antico bacino idrico del Cretaceo, situato in Texas, e scoperte per la prima volta nel 2007 nella cava di Coffee Hollow, potrebbero permettere di non escludere una parte della decennale ipotesi errata di Bird, riguardo la possibilità che alcuni di questi animali adottassero una forma di deambulazione insolita.

La difformità nelle dimensioni delle impronte, infatti, confessa l’appartenenza a diverse specie di sauropodi e non permette di escludere a priori, date le differenze acclarate nella pressione differenziale delle impronte antero-posteriori, il comportamento insolito di natura acquatica.

"Una maggiore pressione differenziale esercitata sul substrato dai piedi anteriori rispetto ai piedi posteriori probabilmente spiega le piste di Coffee Hollow, come altre piste di sauropodi solo manus, ma la possibilità che indichino una locomozione insolita non può al momento essere esclusa" suggeriscono gli autori dello studio.

I ricercatori tengono, però, a precisare che acclarare il comportamento insolito non conferma capacità natatorie, ma potrebbe essere utile rispolverare la teoria di Bird al fine di valutare l’attitudine atipica di alcune specie di sauropodi. Ciò non esclude definitivamente l’eventualità che le impronte ritrovate potrebbero essersi formate a causa della pressione di arti anteriori sul fondale, mentre quelli posteriori erano ritratti.

Questi possenti animali preistorici non erano solo dei "pesi massimi", come dimostra Golia il supersauro più lungo mai esistito.

Di seguito potete ammirare un'illustrazione, ad opera degli autori dello studio Farlow e Bakker, che mostra l'eventuale comportamento natatorio dei sauropodi.

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