Individuata nuova causa dell'invecchiamento precoce del cervello: la risposta è nel sangue

Individuata nuova causa dell'invecchiamento precoce del cervello: la risposta è nel sangue
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Il cervello è l’organo più complesso del corpo umano. L'intricata rete di neuroni ci permette di percepire l'ambiente e di attuare azioni complesse, dotandoci di pensiero raziocinante e memoria. In merito alla salvaguardia di questo organo vitale, un team di ricerca ha scoperto una nuova causa dell’invecchiamento cerebrale e come contrastarlo.

Lo studio è stato effettuato dai ricercatori dell’Australian National University ed ha individuato un’ulteriore causa del precoce invecchiamento del cervello. Quest’ultima è attribuibile, secondo i ricercatori, alla pressione sanguigna.

I test effettuati hanno valutato la pressione sanguigna di diversi partecipanti allo studio. Coloro che presentavano una pressione sanguigna elevata mostravano un maggior invecchiamento del cervello e un rischio più elevato di incorrere in malattie cardiache, ictus e demenza senile.

Va notato che, secondo i ricercatori, un intervallo ottimale di pressione non è esattamente quello considerato “normale”. Una pressione normale si attesta su valori di circa 120/80 ma una pressione sanguigna davvero ottimale è prossima a 110/70. Passate ricerche, infatti, hanno portato alla luce che gli ultratrentenni con pressione alta sono raddoppiati in tutto il mondo.

Risulta quindi necessario agire per riportare questi valori nella norma poiché, secondo il coautore dello studio, Walter Abhayaratna, mantenere i valori di pressione ad un livello ottimale permette al cervello di restare giovane più a lungo, evitando le complicazioni dovute all’età avanzata. Una passata ricerca ha dimostrato che i rumori di fondo mantengono il cervello giovane.

Abhayaratna ha così dichiarato "È importante introdurre cambiamenti nello stile di vita e nella dieta all'inizio della vita per evitare che la nostra pressione sanguigna aumenti troppo, piuttosto che aspettare che diventi un problema" e continuando "Rispetto a una persona con un'ipertensione arteriosa di 135/85, è stato riscontrato che qualcuno con una lettura ottimale di 110/70 ha un'età cerebrale che appare più giovane di sei mesi quando raggiunge la mezza età".

Gli autori dello studio invitano a tenere sotto controllo la pressione sanguigna, effettuando dei controlli periodici almeno una volta l’anno, monitorando i valori di pressione e attestandoli su 110/70, per beneficiare di una maggiore freschezza e sanità cerebrale, una volta raggiunta un'età avanzata.

Analizzando l’età cerebrale dei partecipanti allo studio, compresi in un intervallo tra i 44 e i 76 anni, non è emersa unicamente la correlazione tra invecchiamento del cervello e pressione sanguigna. Gli effetti deleteri di una pressione elevata, infatti, sopraggiungono dopo svariati anni. Ciò localizzerebbe il principio degli eventi deleteri a partire già dai 20 anni, età in cui il cervello è particolarmente sensibile.

"Se i tuoi livelli di pressione sanguigna sono elevati, dovresti cogliere l'occasione per parlare con il tuo medico di famiglia dei modi per ridurre la pressione sanguigna, inclusa la modifica dei fattori dello stile di vita come la dieta e l'attività fisica” conclude Abhayaratna.

E vi siete mai chiesti quanta memoria possiede un cervello umano?

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