Probabilmente questa influencer è stata ricattata da un moderatore di Instagram

Probabilmente questa influencer è stata ricattata da un moderatore di Instagram
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Kaitlyn Siragusa è il nome vero di Amouranth, una modella che su Instagram e Patreon condivide scatti provocanti — sulla falsa riga di Belle Delphine. Negli ultimi mesi ha visto numerose delle sue foto venire rimosse da Instagram per violazione delle policy del sito. Poi una mail da un sedicente moderatore del social: "pagami e non succederà più".

Il mittente della email, che suonava come un autentico ricatto, si era firmato come un moderatore della Cognizant. La Cognizant è un'azienda con sede a Tampa a cui Facebook ha appaltato la moderazione dei suoi social. Recentemente l'azienda è stata oggetto di un pesante scandalo, quando diversi ex dipendenti hanno raccontato le condizioni orribili in cui sono costretti a lavorare. Per la cronaca, è anche morto un moderatore di Facebook mentre era in ufficio.

"Sono sicuro che ha notato recentemente che molti dei tuoi post e delle tue store sono stati rimossi", si legge nella email inviata del sedicente moderatore di Instagram. "Forse possiamo raggiungere un accordo privatamente".

E qua entra in gioco un vero e proprio ricatto: la richiesta di un pagamento mensile di 0.25 bitcoin (2.500$) in cambio di protezione.

Amouranth pensa ovviamente ad uno scam. Ma una seconda email la porta a pensare che non sia così. "Sono sicuro che tu abbia notato che altri due tuoi post sono stati rimossi. Parlo dei post pubblicati in data 3 Aprile 10:18 AM, e 2 luglio 11:54 AM", si legge infatti nella email.

Ma come faceva l'estorsore a conoscere l'orario di pubblicazione in modo così preciso? Non è un dato pubblico, né facilmente ottenibile. Una volta che un post diventa online Instagram mostra in un primo momento solo i giorni di distanza dalla pubblicazione, per poi passare ai mesi e agli anni.

A questo punto Amouranth diventa sicura di essere diventata oggetto di ricatto da parte di un vero moderatore della Cognizant. Una persona effettivamente in grado di avere un impatto sulla sua vita lavorativa, rimuovendo o graziando i suoi post più borderline.

L'agente della ragazza riesce ad ottenere un canale diretto con un impiegato di Facebook, una cosa che fondamentalmente rara quanto ottenere un colloquio con il Papa. E non diciamo tanto per. Non succede mai, spesso nemmeno quando a cercarlo è un influencer di primo piano. Sta di fatto che Amouranth ci riesce. Il suo agente allora inizia a chiedere spiegazioni per il numero crescente di post della sua cliente rimossi dal social.

"In questa foto è poco vestita e si stava versando dell'acqua addosso", si sente rispondere in un caso dall'impiegato di Facebook. "Quest'altra invece è... sessualmente allusiva".

Nella registrazione della telefonata ottenuta dall'Huffington Post si sente l'agente di Amouranth ripetere per ben tre volte che la sua cliente è vittima di una estorsione.

Durante la conversazione il dipendente di Facebook dice che la sua azienda ovviamente non può rispondere per le email che stanno ricevendo. In secondo luogo rivela che i post in questione non solo sono stati rimossi perché violavano le regole del sito, ma che sono pure stati "flaggati" dall'intelligenza artificiale della piattaforma. Insomma, non sarebbe stato un moderatore in carne ed ossa. "Non possiamo consentire questo genere di contenuti sulla nostra piattaforma".

La Cognizant ha declinato ogni richiesta di chiarimenti da parte dell'HuffPost, mentre Facebook ha detto di aver investigato ulteriormente la questione, non trovando prove di nessuna tipologia di abuso.

Ma invece il sospetto che un moderatore della Cognizant abbia tentato di estorcere del denaro alla ragazza venticinquenne è ancora presente.

Ad esempio perché nelle sue email il sedicente moderatore ha menzionato alcuni dettagli sul funzionamento dello shadow banning che non sono nemmeno di dominio pubblico. Ha parlato del fatto che i reach di un account vengono dimezzati per circa 7 giorni quando uno dei suoi post viene rimosso per nudità. Una cosa che è stata confermata solamente di recente, e che prima era completamente sconosciuta al grande pubblico. Inoltre, le prime email di estorsione sono antecedenti allo scandalo che ha coinvolto la Cognizant, azienda di cui nessuno aveva sentito parlare prima di allora.

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