L'informatica è diventata più economica dagli anni '80? Ecco cosa costa molto di più

L'informatica è diventata più economica dagli anni '80? Ecco cosa costa molto di più
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Di recente abbiamo fatto un tuffo nella nostalgia con il ritorno dell'orchestra Floppotron e i suoi 512 floppy e scanner. A questo proposito, chi negli anni '80 ha vissuto il boom dell'informatica saprà che costava decisamente più di oggi: ma vale davvero per tutto?

Un interessante speciale dei ragazzi di PCMag ha ripercorso la storia dell'industria tech alla ricerca di quei settori che effettivamente hanno subito un calo relativo nei prezzi al pubblico e quelli che, invece, sono andati aumentando progressivamente senza che noi ce ne accorgessimo tangibilmente.

Gli Hard Disk, per esempio, hanno subito un calo incredibile dagli albori dell'era del silicio, diventando letteralmente migliaia di volte più economici rispetto ai primi drive commerciali. Ripercorrendo le sue pubblicazioni, PCMag è arrivata sino al 1982, quando un drive da 10 MB costava 2.495 dollari, pari a 7.210 dollari attuali considerando l'inflazione.

Anche i PC in generale hanno subito un deciso calo nei costi, complice probabilmente anche l'enorme volume di vendite che ha contribuito a renderli più accessibili in una sorta di circolo virtuoso. L'IBM PC 5150, per esempio, debuttò nel 1981 e veniva proposto a 2.880 dollari per il sistema da 64K con un lettore floppy, l'equivalente di 8.352 dollari attuali.

Persino le stampanti sono divenute più accessibili che mai. Una stampante HP LaserJet, nel 1984, veniva venduta a 3.495 dollari (9.366 dollari attuali), mentre lato software anche programmi come Word oggi sono decisamente più "democratici", con un prezzo passato dai 1.100 dollari (con inflazione già calcolata) agli attuali 69 dollari per l'abbonamento al pacchetto Office nel suo piano annuale.

Se tutto è diventato più economico, vuol dire che nulla è diventato più caro? Non è esattamente così.

Tanto per cominciare, i prezzi dei videogiochi non si sono mossi più di tanto, con valori unitari pressoché identici al passato. Dando un'occhiata a un magazine del 1993, per esempio, si può constatare come i prezzi oscillassero tra i 40 e i 70 dollari, in linea generale (a questo proposito, lo sapevate che il primo Doom si può giocare sul BIOS della scheda madre?).

Cosa è aumentato realmente tanto, invece, sono le sottoscrizioni per i servizi di streaming. Ma prima occorre fare un passo indietro: nel 2001 Netflix inventò il suo piano di abbonamento che con 19,99 dollari al mese consentiva di ricevere a casa DVD via posta. Nel corso del tempo, questo prezzo subì solo una leggera flessione, sino ad arrivare ai piani ibridi con streaming reale e ai definitivi piani di solo streaming a 7,99 dollari al mese. Da allora i piani si sono moltiplicati, così come i titoli in catalogo, con prezzi che sono decisamente lievitati per far fronte a spese di produzione e gestione e altre problematiche come la condivisione degli abbonamenti.

Infine, gli smartphone. Ebbene sì, mentre nella parte bassa i prezzi si fanno accessibili e le prestazioni più convincenti, lo stesso non si può dire per i dispositivi flagship. A dire il vero, tuttavia, i dispositivi più avveniristici degli inizi degli anni '90 potevano arrivare anche alle soglie degli attuali 4.000 dollari, ma nel corso del tempo la telefonia ha visto prezzi decisamente più economici di quelli del 2022 quando si parla di top di gamma, con palmari dei primi anni 2000 venduti spesso a cifre vicine ai nostri 800 dollari. Quasi la metà rispetto ad alcuni foldable oppure ai modelli Premium di Apple e Samsung.

FONTE: pcmag
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