Questa inquietante lampada "portafortuna" di origine romana ha forse ritrovato la sua metà

Questa inquietante lampada 'portafortuna' di origine romana ha forse ritrovato la sua metà
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Per la prima volta è stato trovato a Gerusalemme un grottesco portafortuna in bronzo risalente a 2000 anni fa circa. Si tratta di una piccola lampada ad olio, che dovrebbe rappresentare il volto di un essere umano. Tuttavia, è stata riportata alla luce solo metà della faccia e non è ancora molto chiaro dove possa trovarsi l'altra.

Gli studiosi hanno dichiarato che il reperto in questione fosse stato seppellito volontariamente sotto le fondamenta di un edificio durante un possibile rito religioso, che aveva come obiettivo quello di migliorare la sorte della struttura e di cosa vi si trovasse all'interno.

Questo tipo di offerte non era per niente raro nell'età antica, soprattutto in Medio-Oriente. E' probabile che la lampada trovata fosse stata costruita e donata tra il 63 a.C. e il 300 d.C. - un periodo che coinciderebbe anche con la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., voluta dal generale romano Tito.

Il fatto che il reperto sia, probabilmente, di origine romana viene suggerito anche dalla stessa forma. L'inquietante volto rappresentato ricorda le antiche maschere romane, usate negli spettacoli teatrali.

Di fronte ad un tale ritrovamento, unico nel suo genere per quanto riguarda la città di Gerusalemme, si sono sollevati inevitabilmente dei dubbi.

Prima di tutto, non si sa bene a quale edificio dovesse "portare fortuna" la lampada. Sono state create, sì, delle teorie, ma ancora non si hanno dati sufficienti per confermarle.

Una, per esempio, suggerisce che la struttura fosse una sorta di centro di passaggio, perché situata su una strada adibita ai pellegrinaggi, che avrebbe dovuto unire il Secondo Tempio di Gerusalemme col monte dove si trova la piscina di Siloe (o Siloam), una vasca d'acqua menzionata più volte nella Bibbia ed importante per il culto ebraico.

In secondo luogo, non si sa se sia stato volontario creare due metà separate di questa lampada o se semplicemente il suo artigiano decise di modellarla in questo modo.

Degli studiosi di Budapest (Ungheria), alla pubblicazione della notizia del ritrovamento della lampada di Gerusalemme, hanno segnalato come ve ne fosse una molto simile nella loro città, trovata nell'ormai lontano 2012.

Dalle foto spedite agli esperti e pubblicate anche su una testata giornalistica, il "The Times" di Israele, le due parti sembrerebbero coincidere perfettamente. Tuttavia, questo loro essere uguali potrebbe essere unicamente una questione di percezione. Solo con delle analisi più approfondite si potrà confermare o meno la loro complementarietà.

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