Un inquietante orologio che va a ritroso è apparso su un grattacielo di New York

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Nella Grande Mela vi è un enorme orologio digitale, facente parte di una installazione d’arte pubblica, che segna l’ora del giorno o il countdown per particolari avvenimenti. Di recente però, è stato riprogrammato: il suo conto ora va alla rovescia, veicolando un inquietante messaggio.

Nell’isola di Manhattan, nella piazza di Union Square, vi è il “Metronome”, il famoso orologio digitale che da circa 20 anni torreggia sulle teste dei passanti. Fin dalla sua installazione in molti si son chiesti come mai fosse così particolare: nei giorni “normali” segnava l’orario come tanti altri orologi di nostra conoscenza, ma era di più difficile decriptazione. Composto da 15 cifre, le prime sette (leggendole da sinistra verso destra) indicano l’orario in modo classico, nel formato HH:MM:SS:D (decimi di secondo). Le altre sette invece indicano le ore rimanenti prima della mezzanotte ma vanno lette a coppie e unendole da destra verso sinistra. Il numero centrale, che fa da spartiacque tra le due letture, mostra la prima cifra dei centesimi di secondo.

Non è la prima volta che l’orologio si è prestato come conteggio per avvneimenti particolari, ad esempio il countdown per le olimpiadi 2012 e simili, ma di recente è stato riprogrammato con un conteggio davvero singolare, e mostrando un messaggio severissimo: “La Terra ha una scadenza”.

Ad oggi, il Metronome segna un countdown che arriverà allo zero tra circa 7 anni (più precisamente, al 1° gennaio 2028). Cosa sta a significare? Qual è il significato di questa riprogrammazione? La risposta è semplice, ma con un significato che ci fa riflettere: gli artisti Gan Golan e Andrew Boyd hanno trasformato il Metronome nel ClimateClock, il quale segnerà lo zero quando gli effetti del riscaldamento globale saranno diventati irreversibili.

"Questo è il nostro modo per gridare quel numero dai tetti" ha riferito Golan poco prima che iniziasse il conto alla rovescia, nella giornata di sabato scorso: "il Climate Clock ricorderà al mondo ogni giorno quanto siamo pericolosamente vicini al baratro. Questa iniziativa incoraggerà tutti a unirsi a noi nella lotta per il futuro del nostro pianeta”. Il collega Boyd ha poi concluso: “Non si può discutere con la scienza, bisogna solo farci i conti.”

L’iniziativa fa parte della Climate Week: una più ampia rete di progetti e di attività volte a sensibilizzare i cittadini Newyorkesi (e non solo) sul tema ambientale, che occuperà tutta la settimana e si chiuderà la prossima domenica.

I due artisti hanno anche riferito di essersi ispirati al Doomsday Clock e, per rendere più accessibile il loro lavoro, hanno aperto il sito del Climate Clock, che potete trovare qui. I dati su cui hanno basato “il punto di non ritorno” sono quelli provenienti dal rapporto ufficiale delle Nazioni Unite del 2018 sul cambiamento climatico, in cui si afferma che il surriscaldamento potrebbe portare la temperatura media mondiale sopra gli 1.5°C tra il 2030 e il 2052.

Come sappiamo il nostro incidere sul pianeta si sta dimostrando più grave del previsto, interferendo anche con l'astronomia. In questi decenni inoltre si erano stabiliti molti obiettivi sull'energia rinnovabile e sull'ambiente, ma nessuno è stato portato a termine nei tempi previsti.

FONTE: NYTIMES
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